Bilateralità artigiana pilastro di coesione e sviluppo

Il bilancio sociale EBNA 2024 rafforza welfare e crescita

Nel trentennale dalla sua fondazione, l’Ente Bilaterale Nazionale per l’Artigianato (EBNA) ha presentato a Roma il Bilancio Sociale 2024, evidenziando il ruolo crescente della bilateralità artigiana come motore di coesione sociale, innovazione e benessere per oltre tre milioni di lavoratori e più di un milione di imprese distribuite su tutto il territorio nazionale. L’evento, ospitato nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, ha messo in luce una rete che nel solo 2024 ha gestito 197.000 prestazioni, erogando 176 milioni di euro in sostegni economici, formazione e welfare.

Il documento, redatto con il contributo scientifico della Fondazione Giacomo Brodolini, offre una visione trasparente del valore economico e sociale generato da un sistema che, in trent’anni di attività, ha saputo fondere partecipazione, tutela e sviluppo in una struttura condivisa, capace di accompagnare la trasformazione del mondo del lavoro. In un contesto di ripresa economica — con un PIL nazionale di 1.938,8 miliardi di euro nel 2024 — la bilateralità si conferma una delle infrastrutture sociali più solide e capillari, garantendo continuità, sicurezza e sostegno anche nei periodi di instabilità.

Secondo i dati del bilancio, il sistema bilaterale rappresenta oggi una componente essenziale delle politiche attive del lavoro, capace di collegare imprese, lavoratori e territori attraverso una rete efficiente e partecipata. Con oltre 1,3 milioni di imprese artigiane e più di 3 milioni di addetti, il comparto contribuisce in modo determinante alla competitività del Paese, sostenendo la manifattura, i servizi, l’edilizia e l’innovazione diffusa.

Le micro e piccole imprese, che costituiscono il 97% del tessuto produttivo, si distinguono per resilienza e radicamento, mantenendo vivo il legame con i territori e trasmettendo quel “saper fare” che continua a definire l’identità del lavoro artigiano. Oggi, tra sfide di transizione digitale e sostenibilità ambientale, la rete EBNA si propone come un ponte tra autonomia e protezione, garantendo diritti e opportunità anche a chi opera in forme di lavoro più flessibili o ibride.

La bilateralità artigiana come modello nazionale
Il sistema promosso da EBNA, nato dalla collaborazione tra Confartigianato, CNA, Casartigiani, CLAAI, CGIL, CISL e UIL, è un unicum nel panorama italiano: un insieme integrato di enti nazionali e regionali che combinano welfare, formazione, sicurezza, sostegno al reddito e politiche attive del lavoro in un modello partecipativo. Attraverso la sinergia con FSBA e gli Enti Bilaterali Regionali, la rete raggiunge ogni angolo del Paese, traducendo i bisogni delle imprese e dei lavoratori in azioni concrete.

Nel 2024, il sistema ha redistribuito risorse per 176 milioni di euro, in crescita significativa rispetto agli anni precedenti, confermando la capacità di rispondere con rapidità ed equità. Le prestazioni hanno interessato soprattutto la formazione, la conciliazione vita-lavoro e la salute mentale, segni di un welfare sempre più moderno e inclusivo.

Le analisi riportate nel Bilancio Sociale EBNA 2024 mettono in evidenza che le prestazioni rivolte agli operai hanno superato le 103.000 unità, con un incremento del 25% sul 2023, per un valore complessivo di oltre 115 milioni di euro. Gli apprendisti hanno beneficiato di quasi 8.000 interventi (+31%), mentre per dirigenti e quadri si contano 686 prestazioni, a conferma di un sistema che si adatta a ogni livello del lavoro artigiano.

La crescita più marcata si registra nel sostegno alla formazione continua, elemento chiave per accrescere la competitività e mantenere viva la qualità del lavoro italiano. Gli interventi del Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato (FSBA) hanno garantito un supporto attivo nei periodi di difficoltà, con oltre 5.000 prestazioni erogate a lavoratori e apprendisti in transizione.

Benessere equo e sostenibile come riferimento
Il Bilancio Sociale 2024 introduce una lettura in chiave BES (Benessere Equo e Sostenibile), individuando un legame diretto tra le politiche bilaterali e la qualità della vita. Le risorse erogate nel 2024 si sono concentrate nei settori ad alto impatto: relazioni sociali (53,6% del totale, pari a 18,8 milioni di euro), istruzione e innovazione (oltre 24 milioni) e conciliazione vita-lavoro (10,3 milioni).

Questi numeri dimostrano come la bilateralità artigiana, promossa dall’EBNA, incida trasversalmente sul benessere collettivo, influendo non solo sull’aspetto economico ma anche su quello relazionale, educativo e familiare. È un modello che anticipa il futuro del welfare pubblico, basato su partecipazione, prossimità e responsabilità condivisa.

Riccardo Giovani, presidente EBNA, ha sottolineato come i trent’anni di attività rappresentino un traguardo importante: «La bilateralità artigiana ha saputo costruire un sistema partecipativo unico, che accompagna la crescita delle imprese e tutela i lavoratori. Il Bilancio Sociale 2024 ne dà piena evidenza: 197.000 prestazioni e 176 milioni di euro di risorse impiegate raccontano un impegno che unisce efficienza, equità e responsabilità».

Per Giovani, la bilateralità è oggi una visione moderna delle relazioni industriali, fondata su cooperazione e sviluppo sostenibile, capace di rafforzare la fiducia tra parti sociali e di agire come leva di coesione economica e sociale.

Prossimità, territorio e fiducia
Sulla stessa linea, il vicepresidente Angelo Emilio Colombini ha evidenziato la forza della bilateralità nel mantenere un legame diretto con i territori: «Essere vicini alle imprese e ai lavoratori significa comprendere i bisogni reali e tradurli in risposte tempestive. Il sistema bilaterale, con le sue prestazioni di welfare e formazione, è diventato una colonna portante del mondo artigiano, generando fiducia, stabilità e competenze».

Colombini ha ricordato come il modello EBNA tenga insieme due dimensioni essenziali: la tutela delle persone e la competitività delle imprese, elementi che rendono la rete un fattore determinante di equilibrio e progresso. In un periodo di trasformazioni rapide, la bilateralità artigiana rappresenta una rete di coesione nazionale, capace di unire Nord e Sud, grandi aree industriali e piccoli laboratori locali.

Il direttore EBNA, Stefano Di Niola, ha posto l’accento sul valore umano dietro i dati: «Dietro ogni numero ci sono persone, famiglie, imprese. Il lavoro congiunto di EBNA, FSBA e degli enti regionali ha permesso di erogare con rapidità sostegni economici, corsi di formazione, misure per la genitorialità e la sicurezza, con effetti concreti sulla vita di oltre centomila lavoratori».

Di Niola ha rimarcato come la governance partecipata del sistema — basata sul dialogo tra le parti sociali — abbia garantito continuità anche nei momenti di crisi. Le priorità per il futuro, ha spiegato, saranno digitalizzazione, semplificazione amministrativa e accessibilità, per un welfare sempre più vicino alle esigenze reali.

Trent’anni di storia, uno sguardo al futuro
La celebrazione del trentennale segna un passaggio simbolico: da esperienza contrattuale a modello di politica attiva del lavoro. Dopo tre decenni di attività, EBNA guarda al futuro con l’obiettivo di consolidare ulteriormente il proprio ruolo come strumento di innovazione e sviluppo sostenibile.

La bilateralità artigiana, infatti, si è trasformata in una rete nazionale che agisce quotidianamente per la tutela del lavoro, la formazione continua e la promozione della sicurezza, favorendo al contempo la competitività delle imprese. In questo senso, EBNA rappresenta una forma di welfare partecipativo che integra pubblico e privato, valorizzando il principio di corresponsabilità sociale.

Il Bilancio Sociale 2024 testimonia l’efficacia di un modello che genera valore condiviso e contribuisce al benessere collettivo, mantenendo viva la missione originaria: sostenere il lavoro artigiano come pilastro dell’economia italiana.

Le parole chiave che emergono — welfare, innovazione, formazione, cooperazione, solidarietà, sostenibilità, lavoro e competitività — delineano il perimetro di un sistema che non si limita a distribuire risorse, ma investe nel capitale umano e nella qualità delle relazioni.

L’esperienza di EBNA, riconosciuta ormai come un caso di successo nel panorama delle relazioni industriali, conferma che la bilateralità non è solo uno strumento tecnico, ma una visione sociale capace di unire impresa e persona.

Conclusione
Il Bilancio Sociale EBNA 2024, presentato nel trentennale dell’Ente, sancisce la maturità di un sistema costruito sulla fiducia tra parti sociali e orientato alla sostenibilità. I risultati economici, le prestazioni crescenti e l’impatto sulle comunità locali ne fanno una delle esperienze più avanzate di welfare contrattuale in Italia.

Come ribadito più volte durante la presentazione, il vero punto di forza del modello risiede nel metodo: dialogo, corresponsabilità e prossimità. In una fase di rapidi cambiamenti nel mercato del lavoro, la bilateralità artigiana rappresenta una bussola di equilibrio tra produttività e dignità del lavoro.

A trent’anni dalla sua nascita, EBNA conferma il proprio ruolo di architrave del sistema artigiano italiano, un motore di coesione e innovazione capace di mantenere al centro la persona, l’impresa e il valore del lavoro ben fatto.

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