Modificato il ddl sanità, salve le competenze infermieristiche

Nursing Up: “Evitato il peggio, ora serve vera riforma”

Modificato il ddl sanità – Il sindacato Nursing Up ha accolto con favore la modifica dell’articolo 1 del disegno di legge sulle prestazioni sanitarie, che rischiava di restringere pesantemente le attività degli infermieri e degli altri professionisti sanitari non medici. Secondo il sindacato, l’intervento legislativo, se approvato nella sua versione originaria, avrebbe rappresentato un ostacolo grave allo sviluppo del modello multiprofessionale nella sanità italiana.

La prima stesura del DDL Prestazioni sanitarie, presentato nel mese di marzo 2025, prevedeva che la diagnosi, la prognosi e la terapia fossero di esclusiva competenza dei medici, in modo generalizzato e assoluto. Una scelta che, secondo Nursing Up, avrebbe limitato in modo irrazionale e pericoloso il ruolo delle altre professioni sanitarie, ignorando le funzioni specifiche, le responsabilità e le competenze acquisite negli anni.

Il presidente del sindacato, Antonio De Palma, ha espresso preoccupazione per l’approccio iniziale del provvedimento legislativo, che avrebbe potuto annullare i progressi compiuti negli ultimi decenni in termini di autonomia professionale degli infermieri, dei tecnici sanitari e degli operatori dell’area non medica. Il pericolo, secondo De Palma, è stato evitato per un soffio.

A modificare l’orientamento del testo è stato un emendamento presentato dalla senatrice Elena Murelli della Lega, che ha riportato al centro la necessità di una sanità basata sulla collaborazione tra professionisti e sulla valorizzazione delle competenze avanzate, già ampiamente riconosciute e attuate nei sistemi sanitari di altri paesi europei.

Il cambiamento introdotto da Murelli ha permesso di recuperare l’approccio multiprofessionale, evitando il rischio che il disegno di legge generasse un passo indietro nell’evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale. Nursing Up ha riconosciuto che questo intervento è stato determinante per correggere una direzione che avrebbe penalizzato in modo sostanziale i percorsi formativi, la carriera e le responsabilità operative dei professionisti non medici.

Il sindacato ha però precisato che la battaglia non si conclude con l’approvazione di una modifica legislativa. Il tema centrale, secondo quanto sottolineato da De Palma, resta quello di una riforma strutturale del sistema sanitario che tenga conto del ruolo e delle potenzialità delle professioni sanitarie nel loro insieme.

Nel mirino di Nursing Up anche il comportamento della Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI), accusata di non aver espresso una posizione pubblica e netta sul tema. Secondo De Palma, da un organismo che rappresenta a livello nazionale gli infermieri italiani ci si sarebbe aspettata una presa di posizione chiara di fronte a una questione così rilevante.

La mancanza di una comunicazione ufficiale da parte della FNOPI, sempre secondo Nursing Up, rischia di indebolire l’azione unitaria della categoria in un momento cruciale per il futuro della sanità. Il sindacato si interroga se ci sia stata effettivamente una presa di posizione e, se sì, perché questa non sia stata resa pubblica.

Nursing Up torna infine a insistere sulla necessità di portare avanti una riforma profonda delle professioni sanitarie, che non si limiti a difendere le competenze già acquisite ma che promuova un modello organizzativo capace di garantire una sanità moderna, efficace e rispondente ai bisogni della popolazione.

Secondo il sindacato, il confronto tra professionisti deve avvenire in un quadro di reciproco rispetto, con ruoli ben definiti ma senza limitazioni pregiudiziali. In quest’ottica, il contributo degli infermieri e degli altri operatori sanitari deve essere riconosciuto come parte integrante del sistema, non come un comparto subordinato.

Il percorso per un cambiamento reale, sostiene Nursing Up, passa per un ripensamento delle norme, dei contratti, della formazione e dei modelli organizzativi. Senza questo salto di qualità, ogni correzione legislativa rischia di essere solo un aggiustamento temporaneo.

Il sindacato conclude sottolineando che il Servizio Sanitario Nazionale può evolversi solo se riconosce pienamente la natura interdisciplinare dell’assistenza, evitando rigidità e privilegi esclusivi che non rispecchiano la complessità dell’attuale realtà sanitaria.

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