Accesso e Innovazione: Necessaria una Nuova Visione per il SSN
NAPOLI, 22 ottobre 2024 – Si è concluso il 45° Congresso SIFO, tenutosi dal 17 al 20 ottobre alla Mostra d’Oltremare di Napoli, incentrato su temi cruciali come il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), la ripartizione regionale, la programmazione e l’innovazione digitale. Durante l’evento, esperti e relatori hanno discusso dell’importanza di una visione strategica per affrontare le sfide attuali del sistema sanitario, sottolineando il ruolo fondamentale dei farmacisti nella trasformazione del SSN.
Tonino Aceti, presidente di Salutequità e coordinatore della sessione “Qualità ed equità di accesso per un SSN sostenibile: quale innovazione”, ha aperto i lavori evidenziando le attuali difficoltà nel finanziamento del SSN. “Le risorse sono sempre insufficienti”, ha affermato, “ma la questione è complessa: abbiamo un’economia che cresce poco, un debito pubblico elevato e vincoli europei che limitano le possibilità di investimento”. Aceti ha richiamato l’attenzione sulla necessità di riforme che possano ottimizzare le risorse disponibili e razionalizzare il sistema sanitario.
Simona Serao Creazzola, co-coordinatrice del Congresso, ha ribadito l’importanza di un approccio riflessivo riguardo alle riforme. “Dobbiamo chiederci se vogliamo davvero intraprendere riforme di sistema e in che modo possiamo procedere”. Questo interrogativo è stato al centro delle discussioni, riflettendo un consensus sulla necessità di una pianificazione seria e sostenibile per il futuro della sanità in Italia.
Mariella Mainolfi, direttore generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del Ministero della Salute, ha parlato dell’importanza dei farmacisti ospedalieri nel nuovo modello di assistenza sanitaria, sottolineando la loro capacità di garantire terapie sicure e appropriate, contribuendo così a evitare sprechi nel sistema. Ha affermato che la giovane età media dei farmacisti rappresenta una risorsa per l’orientamento del SSN verso una medicina di prossimità.
Federico Spandonaro, presidente del Comitato Scientifico di CREA Sanità, ha presentato un’analisi approfondita della situazione economica del SSN. “Le soluzioni non sono facili da attuare”, ha dichiarato, “ed è necessaria una collaborazione collettiva per stabilire un punto di partenza comune”. Ha messo in discussione l’efficacia degli interventi finora attuati, suggerendo la necessità di un ripensamento radicale dell’attuale sistema di riparto delle risorse, basato sui bisogni reali della popolazione.
Chiara Sgarbossa, direttore dell’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, ha analizzato l’impatto delle tecnologie digitali nel SSN. Ha evidenziato che l’innovazione digitale non può essere vista come un evento occasionale, ma deve permeare l’intero sistema sanitario. “Non possiamo continuare a pensare come in passato”, ha avvertito, sottolineando l’urgenza di una revisione complessiva dell’organizzazione sanitaria e dei ruoli professionali.
Il commento finale di Simona Serao Creazzola ha enfatizzato l’importanza della programmazione, definita come la “chiave di volta dell’immediato futuro”. Ha suggerito che una corretta programmazione deve essere sostenuta da una comprensione approfondita dei dati esistenti e dai principi di sostenibilità sociale, economica e ambientale.
Infine, Aceti ha sottolineato che, nonostante le difficoltà, le professioni sanitarie, inclusi i farmacisti ospedalieri, possono offrire un contributo significativo per rendere il SSN più resiliente e in grado di soddisfare le esigenze dei cittadini. La sfida rimane quella di ottimizzare le risorse attuali e di innovare costantemente il sistema.
