Lapide svelata al Cimitero Ebraico, presente il Goi nazionale
È stata svelata domenica 20 luglio, a Livorno, la lapide commemorativa in onore di Alessandro Mosè Tedeschi, intellettuale, massone e figura emblematica della cultura laica e democratica cittadina. L’omaggio si è tenuto nel Cimitero Ebraico di via Don Aldo Mei, in un contesto carico di memoria storica e spirituale.
L’iniziativa è stata fortemente voluta da Massimo Bianchi, Gran Maestro Onorario del Grande Oriente d’Italia, che ha aperto la cerimonia con un intervento centrato sull’eredità morale lasciata da Tedeschi. Bianchi ha inoltre ricordato come l’unica loggia massonica italiana a lui dedicata abbia sede proprio a Livorno, sottolineando l’intenzione di avviare un percorso istituzionale per riportare in Italia le sue ceneri, oggi conservate in Francia.
Alla commemorazione hanno partecipato personalità di spicco: il Gran Maestro del Goi Stefano Bisi, il presidente della Comunità ebraica livornese Gianfranco Giachetti, l’assessore comunale Rocco Garufo – che ha portato i saluti ufficiali del sindaco – oltre a Claudio Cavallini, presidente del Consiglio dei Maestri Venerabili dell’Oriente, il Rabbino Umberto Piperno e un discendente diretto di Tedeschi, presente in rappresentanza della famiglia.
L’intera cerimonia ha tracciato il ritratto di un uomo coerente, coraggioso e profondamente radicato nei valori della giustizia e della libertà. Nato a Livorno nel 1867, Tedeschi fu volontario nella Prima Guerra Mondiale. Ebreo e libero muratore, visse le contraddizioni del suo tempo fino all’esilio: fu infatti perseguitato dalla Gestapo durante la dittatura nazifascista. Costretto a lasciare l’Italia, morì in esilio a Saint Loubès, in Francia, nel 1940.
Con questa cerimonia, Livorno si conferma città di memoria attiva, capace di custodire e rinnovare i simboli di un’identità fondata su pluralismo, inclusione e impegno civile.
