Oltre 150 opere e la Venere di Botticelli in mostra unica sull’Art Nouveau
A partire dall’8 ottobre, a Palazzo Bonaparte di Roma, si apre una mostra di straordinaria rilevanza dedicata ad Alphonse Mucha, figura cardine dell’Art Nouveau e noto massone. La rassegna, tra le più complete mai organizzate su Mucha, presenta più di 150 opere dell’artista ceco, affiancate da capolavori di Giovanni Boldini, Cesare Saccaggi e altre eccellenze artistiche, che indagano il tema della bellezza e seduzione femminile nei secoli. Un’attenzione particolare è riservata alla celebre Venere di Botticelli, proveniente dai Musei Reali di Torino, simbolo di bellezza senza tempo e ospite d’onore della manifestazione.
L’evento, patrocinato da importanti enti istituzionali come la Regione Lazio e il Comune di Roma, con il contributo dell’Ambasciata della Repubblica Ceca e la collaborazione della Mucha Foundation, è curato da Elizabeth Brooke e Annamaria Bava sotto la guida scientifica di Francesca Villanti. La mostra è prodotta da Arthemisia con il main partner Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale con Poema.
Mucha ha lasciato una traccia indelebile nel linguaggio visivo moderno, grazie alle sue immagini femminili sensuali e iconiche, che hanno invaso la società di fine Ottocento e influenzano ancora oggi la pubblicità contemporanea. La sua arte riflette un forte idealismo e l’amore per la propria terra natale, in particolare nel ciclo dedicato all’“Epopea Slava”, espressione della sua visione di libertà per i popoli slavi.
Di rilievo è il profilo massonico di Mucha, iniziato a Parigi nel 1898, promotore della rinascita della massoneria in Cecoslovacchia, fondatore della loggia “Jan Amos Komensky” a Praga, e insignito di cariche di rilievo all’interno della Gran Loggia e del Supremo Consiglio R.S.A.A. Il simbolismo esoterico è evidente anche nelle sue opere, come nel volume illustrato “Le Pater” del 1899. Il museo a lui dedicato a Praga conserva numerosi oggetti massonici firmati dal maestro.
