Dazi USA: l’UE si prepara a una risposta divisa

Paesi membri in disaccordo su come reagire a Trump

L’Unione Europea si trova nella posizione di dover rispondere ai dazi imposti da Donald Trump, con l’intenzione di avviare contromisure entro metà aprile. Questa decisione arriva in seguito all’applicazione di tariffe su acciaio e alluminio da parte degli Stati Uniti, con l’entrata in vigore di una prima tranche di controdazi su prodotti americani.

Il vertice dei ministri del Commercio Estero dell’UE, convocato straordinariamente a Lussemburgo dalla presidenza polacca, ha evidenziato la necessità di un confronto tra gli Stati membri per definire una linea comune di risposta. Sebbene la gestione delle relazioni commerciali spetti esclusivamente all’UE, le discussioni tra i vari paesi sono fondamentali per orientare la posizione della Commissione Europea. Un risultato preliminare sembra aver già preso forma: l’Italia e la Francia avrebbero ottenuto l’esclusione del bourbon dalla lista dei prodotti da colpire con i dazi, nel tentativo di evitare ritorsioni statunitensi sui vini europei. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha espresso un cauto ottimismo riguardo a questa esclusione.

Le divisioni tra i membri dell’UE emergono chiaramente in merito all’intensità della risposta da dare a Trump. Francia e Germania si schierano per una linea dura, mentre altri Stati membri, come Irlanda e Lituania, propongono un approccio più cauto, sottolineando l’importanza di evitare un’escalation. La questione centrale è se attivare lo strumento anti-coercizione economica (Aci), introdotto nel 2023, che consente di escludere le aziende del paese in questione dagli appalti pubblici e di limitare la protezione della proprietà intellettuale. Il ministro francese al Commercio, Laurent Saint-Martin, ha affermato che “tutte le opzioni devono rimanere aperte”, mentre il suo omologo tedesco, Robert Habeck, ha ribadito la necessità di essere pronti a utilizzare l’Aci.

Tuttavia, Simon Harris, ministro degli Esteri irlandese, ha avvertito che discutere dell’uso di tale strumento equivale a considerare l’uso di una “opzione nucleare”, suggerendo che l’UE dovrebbe invece concentrarsi sulla “de-escalation”. Anche il ministro lituano ha avvertito di non affrettarsi nell’applicazione dell’Aci, suggerendo di mantenerlo come una leva negoziale.

Per quanto riguarda le strategie, l’UE ha delineato un “piano A” che prevede l’impegno in negoziati con gli Stati Uniti, mentre un “piano B” di possibili contromisure è pronto a essere attivato se necessario. Tajani ha confermato che l’UE sta cercando di evitare una guerra commerciale, che sarebbe dannosa per entrambe le parti. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha rivelato che l’UE ha proposto agli Stati Uniti di azzerare reciprocamente i dazi su tutti i beni industriali. Tuttavia, questa offerta è stata respinta da Washington, con Von der Leyen che ha confermato che l’offerta rimane disponibile.

I dazi imposti dagli Stati Uniti colpiranno circa il 70% delle esportazioni europee verso gli USA, per un valore di circa 380 miliardi di euro. Sefcovic ha avvertito che le trattative non saranno semplici, poiché gli Stati Uniti considerano i dazi come una misura correttiva, non una semplice strategia tattica. Il problema principale riguarda i dazi elevati che l’UE applica su alcuni veicoli americani, e Sefcovic ha chiarito che l’Unione è aperta a discutere eventuali abbattimenti o azzeramenti di tali tariffe.

Il sogno di Tajani di raggiungere “zero” dazi reciproci trova un sostenitore in Elon Musk, ma resta una posizione isolata all’interno dell’amministrazione Trump, che sembra avere altre priorità. Sefcovic ha ribadito che l’UE è pronta a importare prodotti americani, come gas naturale liquefatto e soia, ma le dinamiche attuali sembrano più complesse.

La risposta dell’UE ai dazi americani si concretizzerà gradualmente. Il 9 aprile, i paesi membri voteranno la lista dei prodotti su cui verranno applicati i controdazi, con l’adozione finale prevista per il 15 aprile. Da quel momento, entreranno in vigore i primi dazi, anche se l’Italia ha proposto un rinvio per consentire più tempo ai negoziati, proposta che non ha ottenuto il consenso necessario.

In questo contesto, l’UE è preoccupata che la sovrapproduzione cinese possa riversarsi nel mercato europeo a causa delle restrizioni imposte dagli Stati Uniti. Sefcovic ha assicurato che l’Unione utilizzerà tutti gli strumenti disponibili per proteggere il mercato unico. La situazione ha già influenzato negativamente i mercati finanziari europei, che hanno registrato perdite significative in seguito alle notizie sui dazi, con le borse europee in forte calo.

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