Von der Leyen: Putin usa l’inverno come arma contro Kiev

UE prepara sostegno energetico e finanziario per resistere a Mosca

Ursula von der Leyen ha ribadito davanti al Parlamento europeo che Vladimir Putin intende sfruttare l’inverno come strumento di pressione sull’Ucraina, colpendo le infrastrutture energetiche e tentando di piegare la popolazione al gelo e alla paura. La presidente della Commissione ha sottolineato che questa strategia “deve fallire ancora una volta”, richiamando l’attenzione sulla necessità di una risposta europea forte e coordinata.

Secondo von der Leyen, in un solo giorno la scorsa settimana la Russia ha lanciato oltre 40 missili balistici e da crociera e quasi 500 droni contro centrali e reti elettriche ucraine, distruggendo due impianti di grande importanza. Non riuscendo a ottenere progressi sul campo, Putin punta a terrorizzare i civili e a congelare il Paese fino alla resa. La presidente ha assicurato che l’Unione europea continuerà a rafforzare la resistenza di Kiev, riparando i danni e stabilizzando la rete energetica con oltre 2 gigawatt di esportazioni di elettricità dall’Europa. Verranno inoltre forniti nuovi sistemi anti-droni per proteggere le infrastrutture critiche. “Questo inverno plasmerà il futuro della guerra e la nostra risposta deve essere all’altezza della sfida”, ha dichiarato. Von der Leyen ha poi affrontato il tema del sostegno finanziario, indicando come opzione più efficace un prestito basato sui beni congelati della Banca centrale russa. L’idea è che l’Ue conceda un prestito all’Ucraina, rimborsabile nel caso in cui Mosca sia chiamata a pagare le riparazioni. “È il modo più chiaro per far capire alla Russia che il tempo non è dalla sua parte”, ha aggiunto, sottolineando che l’Europa è pronta a sostenere Kiev per tutto il tempo necessario.

Il Consiglio europeo ha già assunto l’impegno di coprire il fabbisogno finanziario dell’Ucraina per i prossimi due anni. Le opzioni in discussione comprendono l’utilizzo del margine di bilancio per raccogliere fondi sui mercati, un accordo intergovernativo tra Stati membri o, appunto, il prestito basato sui beni russi immobilizzati.

Parallelamente, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un nuovo appello alla comunità internazionale, chiedendo maggiore pressione sulla Russia. In un messaggio diffuso su X, ha avvertito che Mosca non intende fermarsi e sta aumentando la produzione militare. “Riteniamo che vogliano una guerra su larga scala e dobbiamo prepararci a essere pronti nel 2029 o nel 2030 a un conflitto di tale portata sul continente europeo”, ha scritto. Zelensky ha insistito sulla necessità di fermare la Russia ora in Ucraina, riducendo le sue capacità e impedendo l’afflusso di denaro e armi. “Con una forte pressione, i russi avranno bisogno di una pausa. Ma dobbiamo riconoscere che vogliono continuare questa guerra”, ha aggiunto.

Sul fronte opposto, il ministero della Difesa russo ha annunciato di aver intercettato e distrutto 130 droni ucraini durante la notte. Secondo Mosca, gli attacchi sarebbero stati respinti in diverse regioni: 32 nell’oblast di Kursk, altri 32 in Belgorod, 20 a Voronezh, 17 sul Mar Nero, sette in Crimea, cinque nel Kraj di Krasnodar, tre a Rostov e due a Bryansk. Altri droni sarebbero stati neutralizzati in aree più lontane dal confine, come Orel, Tambov, Tula e persino Mosca.

Il quadro che emerge è quello di un conflitto che si intensifica su più fronti: da un lato la Russia che tenta di piegare l’Ucraina con bombardamenti mirati alle infrastrutture civili, dall’altro l’Europa che cerca di garantire sostegno energetico e finanziario per resistere alla pressione. La strategia di Putin di “usare l’inverno come arma” richiama alla memoria le difficoltà già affrontate negli anni precedenti, quando i blackout e le interruzioni di energia hanno messo a dura prova la popolazione ucraina. Questa volta, Bruxelles vuole dimostrare che la solidarietà europea è in grado di neutralizzare la minaccia. La proposta di un prestito basato sui beni russi congelati rappresenta un segnale politico forte: trasformare le risorse immobilizzate in strumenti di difesa e ricostruzione. Per Kiev, significherebbe avere garanzie di lungo periodo e la certezza che l’Europa non intende abbandonarla.

Zelensky, dal canto suo, continua a richiamare l’attenzione sulla prospettiva di una guerra estesa, invitando i partner a non sottovalutare la determinazione russa. Le sue parole evidenziano la necessità di un impegno immediato e di una pianificazione strategica per gli anni a venire. La notte dei 130 droni intercettati conferma che la guerra resta ad alta intensità e che la Russia non arretra. Ogni nuovo attacco dimostra la volontà di Mosca di mantenere la pressione, mentre l’Ucraina cerca di difendersi con il sostegno europeo.

Il messaggio di von der Leyen e quello di Zelensky convergono su un punto: il tempo è un fattore decisivo.
L’inverno sarà una prova di resistenza, e la capacità di reagire determinerà il futuro del conflitto.

(Tog/Adnkronos)

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