Valencia sotto l’acqua, 205 morti e 360mila senza acqua potabile

Sciacalli e volontari in azione mentre l'allerta si sposta in Andalusia

Valencia sotto l’acqua, 205 morti e 360mila senza acqua potabile

Valencia sotto l’acqua – L’alluvione che ha colpito la Comunità Valenciana si sta trasformando in una delle peggiori catastrofi naturali degli ultimi anni in Spagna, lasciando un bilancio tragico di 205 vittime. L’emergenza continua anche dopo giorni di piogge torrenziali che hanno sommerso strade, case e intere infrastrutture, portando 360mila persone in diverse città a rimanere senza accesso ad acqua potabile. La situazione è resa ancora più complessa dall’incessante attività di 13mila volontari che stanno portando soccorso, mentre il numero dei dispersi rende arduo stimare l’entità dei danni.

In tutta la Comunità Valenciana si registrano infrastrutture devastate: strade e ferrovie sono state spazzate via, con 80 chilometri di rete stradale gravemente danneggiati e l’importante autostrada A7 ancora impraticabile. Le interruzioni hanno colpito anche la rete ferroviaria, con la linea dell’alta velocità in attesa di riparazioni che richiederanno almeno tre settimane, e tre delle cinque linee regionali che potrebbero restare inutilizzabili per mesi. Questo scenario ha generato una forte polemica sulle responsabilità istituzionali riguardo agli allerta meteorologici, e la Generalitat Valenciana, guidata dal presidente Carlos Mazón, è sotto accusa per aver tardato ad avvisare la popolazione dei rischi.

Il disastro ha attirato anche 2mila soldati, inviati dal governo centrale per assistere le operazioni di salvataggio. Intanto, il premier Pedro Sánchez ha invitato la popolazione alla prudenza, sottolineando la necessità di seguire le direttive delle autorità e mantenere la calma. Sul fronte dell’opposizione, Alberto Núñez Feijóo, leader del Partito Popolare, ha criticato l’Agenzia meteorologica spagnola (Aemet) per presunti ritardi nell’invio degli avvisi. In risposta, Sánchez ha incontrato i vertici dell’agenzia per dimostrare il suo sostegno al lavoro di monitoraggio e gestione delle emergenze in atto.

Gli sciacalli e la situazione di emergenza

Valencia sotto l’acqua  – L’ondata di maltempo ha portato alla luce anche attività di sciacallaggio. La polizia ha arrestato una cinquantina di persone accusate di furto nelle abitazioni e nei negozi abbandonati dai residenti. Il fenomeno ha sollevato l’allarme tra le autorità e tra la popolazione locale, già messa a dura prova dalla tragedia. Durante le operazioni di soccorso, i vigili del fuoco hanno trovato decine di automobili abbandonate in un sottopassaggio nella zona tra Alfafar e Benetússer, molte delle quali contenevano vittime intrappolate dall’improvviso innalzamento delle acque. La situazione ha reso necessari interventi straordinari per la sicurezza e la salvaguardia della popolazione.

Vittime illustri e tragedie personali

Tra i deceduti figura anche l’ex calciatore José Castillejo Belinchón, 28 anni, un tempo legato al Valencia Club de Fútbol. Il suo tragico destino si è intrecciato con quello di molte altre vittime che hanno trovato la morte a causa delle esondazioni. Anche un bambino di 4 anni ha perso la vita nel piccolo villaggio di Sot de Chera, travolto dal crollo della propria abitazione quando un torrente in piena ha invaso la zona. La tragedia è stata accolta con profondo dolore nella comunità locale, che resta in attesa di notizie sulle sorti del padre, ancora disperso.

Valencia sotto l’acqua  – Nel comune di Chiva, la sindaca Amparo Fort ha dichiarato che alcune case sono state completamente distrutte, rendendo impossibile sapere con certezza se qualcuno fosse al loro interno al momento dell’esondazione. A Sedaví, vicino a Valencia, un gruppo di 124 anziani in una casa di riposo è stato salvato grazie alla prontezza delle infermiere che hanno agito tempestivamente mentre il livello dell’acqua aumentava vertiginosamente, raggiungendo i due metri in pochi minuti.

L’operato delle autorità sotto accusa

La gestione dell’allerta meteorologica da parte della Generalitat Valenciana ha scatenato una serie di critiche nei confronti del presidente Carlos Mazón. L’allerta, infatti, è stata inviata solo alle ore 20:00 di martedì, quando molte persone erano già rimaste intrappolate nelle loro case o per strada. Inoltre, un video emerso in rete mostra Mazón dichiarare che il temporale si stava spostando “senza causare danni significativi”, una dichiarazione che è stata successivamente eliminata dai canali social ufficiali della Generalitat. Questo episodio ha incrementato la pressione pubblica e politica sul presidente, con i giornali spagnoli che sollevano dubbi sull’efficacia della sua gestione dell’emergenza.

Esperienze di sopravvissuti

Il fotografo Paolo Manzi, naturalista italiano residente per alcuni mesi all’anno a Casinos, racconta la sua esperienza: sorpreso dall’alluvione in un centro commerciale, ha cercato di raggiungere un luogo sicuro, trovandosi infine costretto a trascorrere la notte su un terrapieno in compagnia di altre persone. L’indomani, Manzi ha descritto uno scenario apocalittico, tra automobili ribaltate, piante sradicate e vetrine distrutte. Ha assistito anche a episodi di sciacallaggio, con gruppi di individui intenti a depredare i negozi e le auto lasciate in strada.

Manzi ha inoltre espresso amarezza riguardo alla risposta delle autorità: “Durante la notte un elicottero ha sorvolato l’area, ma non ci ha soccorso”. Alla luce delle difficoltà incontrate per mettersi in salvo, ha criticato duramente l’assenza di soccorsi tempestivi e l’apparente disorganizzazione delle autorità locali.

Il rischio si sposta verso l’Andalusia

Dopo giorni di piogge intense e allerta rossa, l’ondata di maltempo si sta spostando verso la provincia di Huelva, in Andalusia, dove l’allerta è stata abbassata a livello arancione. Le autorità locali si stanno preparando per fronteggiare possibili nuove esondazioni, monitorando i principali corsi d’acqua e predisponendo interventi di prevenzione per limitare i danni. La situazione rimane però critica, con ampie aree del territorio spagnolo che rischiano di essere colpite da nuove precipitazioni.

Le istituzioni, i volontari e i soccorritori continuano a lavorare senza sosta per cercare di garantire aiuto e sostegno alle comunità colpite dall’alluvione.

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