Mosca mostra i muscoli con Poseidon, Burevestnik e Sarmat
MOSCA – Vladimir Putin torna a parlare di armamenti strategici e lo fa con toni solenni, mentre il conflitto in Ucraina entra nel suo quarto anno e i combattimenti si intensificano nell’area di Pokrovsk. Il presidente russo, pur ribadendo che Mosca non rappresenta una minaccia, ha illustrato le nuove tecnologie militari che, a suo dire, cambieranno gli equilibri globali.
Il missile da crociera Burevestnik, testato il 21 ottobre, ha dimostrato una capacità di volo superiore alle 15 ore, coprendo oltre 14mila chilometri. Secondo il Cremlino, una nave appartenente a un Paese NATO ha monitorato il test senza interferenze: “Abbiamo lasciato che osservassero”, ha dichiarato Putin, sottolineando la trasparenza dell’operazione.
Il drone sottomarino Poseidon, anch’esso dotato di propulsione nucleare, è stato presentato come un’arma senza eguali. Capace di trasportare testate atomiche, il dispositivo è stato progettato per operare a profondità e velocità inaccessibili ai sistemi convenzionali. Putin ha definito il suo sviluppo “un traguardo storico” e ha premiato gli ingegneri coinvolti.
Nel discorso, il leader russo ha anche annunciato l’imminente introduzione sperimentale del missile intercontinentale Sarmat, previsto per quest’anno, con piena operatività nel 2026. Questo sistema, già definito “il più promettente” dalla leadership militare, rappresenta un ulteriore tassello nella strategia di deterrenza nucleare.
Oltre all’impiego bellico, Putin ha evocato applicazioni civili delle tecnologie nucleari, immaginando un futuro in cui Burevestnik e Poseidon possano contribuire alla costruzione di una base lunare avanzata. Un’idea che, sebbene ancora lontana, mostra l’ambizione di Mosca di estendere la propria influenza anche nello spazio.
