Prestito UE garantito da fondi russi congelati dal 2022
Berlino, 25 settembre 2025 – Un nuovo fronte si apre nella battaglia per il sostegno all’Ucraina. La Germania, per voce del leader della CDU Friedrich Merz, rilancia sul tema dell’utilizzo dei beni russi congelati in Occidente, proponendo un prestito da 140 miliardi di euro a Kiev garantito da asset russi bloccati sin dall’inizio dell’invasione.
In un’intervista pubblicata sul Financial Times, Merz ha suggerito che l’Unione Europea dovrebbe compiere un passo deciso e condiviso, ampliando la portata dell’intervento già in atto: non solo usare gli interessi maturati, come avvenuto finora, ma anche considerare una vera e propria operazione finanziaria fondata sull’intero blocco patrimoniale russo congelato.
I numeri in gioco sono enormi: si parla di oltre 300 miliardi di euro in riserve della Banca Centrale russa, sotto forma di liquidità e titoli. Due terzi di questi asset si trovano in Europa, il resto è distribuito tra Stati Uniti, Regno Unito, Giappone e altri paesi alleati.
Nel dettaglio, secondo i dati diffusi a inizio 2022 dalla stessa banca centrale russa, l’ammontare comprende 207 miliardi di dollari in euro, 67 miliardi in dollari americani, 37 miliardi in sterline britanniche, 36 miliardi in yen giapponesi, e ulteriori miliardi in dollari canadesi, australiani, di Singapore e franchi svizzeri.
Finora, le esitazioni europee sono state legate soprattutto ai rischi legali e reputazionali: l’uso di beni sovrani congelati rappresenta un precedente delicato, che potrebbe preoccupare investitori globali e fondi sovrani extra-UE. In più, si temeva una possibile rappresaglia economica e legale da parte di Mosca.
Il diritto internazionale, infatti, consente il congelamento di beni statali come misura temporanea in risposta a violazioni gravi, ma non ne prevede la confisca permanente senza un’adeguata base giuridica. Eppure, di fronte alla crescente pressione militare su Kiev e all’attenuarsi del supporto statunitense, la Germania sembra pronta a rivedere le sue cautele.
La proposta tedesca prevede l’istituzione di un prestito speciale che sarebbe rimborsabile da parte dell’Ucraina solo nel momento in cui la Russia provvederà a un risarcimento ufficiale per i danni causati dalla guerra. Si tratterebbe, in sostanza, di un anticipo internazionale sul futuro risarcimento, legato a un percorso di pace e giustizia post-conflitto.
Ostacolo principale resta la posizione dell’Ungheria, che potrebbe esercitare il diritto di veto nel Consiglio europeo. Il governo di Viktor Orbán ha mostrato più volte un atteggiamento filorusso e ha già annunciato opposizione a misure che “minano la legittimità giuridica internazionale”.
Nonostante ciò, Merz invita a superare le esitazioni: “Serve coraggio e visione comune. Non possiamo aspettare all’infinito una soluzione diplomatica mentre Kiev continua a resistere con le proprie forze.”
Una mossa del genere, se approvata, rappresenterebbe uno spartiacque nella politica europea, segnando un utilizzo senza precedenti di fondi esteri congelati a scopo di difesa e ricostruzione. E potrebbe, secondo molti analisti, costituire una risposta più incisiva rispetto a nuove sanzioni economiche.
(Fin/Adnkronos)
