Governo punta a garanzie di sicurezza, no a forza militare
Palazzo Chigi conferma la posizione ferma dell’Italia sul conflitto ucraino: nessuna missione militare italiana in territorio di guerra. Dopo il Meeting di Rimini, la premier Giorgia Meloni ha incontrato ieri i vice Tajani e Salvini e il ministro della Difesa Crosetto per fare il punto sulla crisi, a seguito dei colloqui alla Casa Bianca. L’esecutivo mantiene una linea compatta, nonostante i differenti approcci sul possibile impiego di esercito, marina e aeronautica in operazioni di sminamento in caso di tregua.
Nel comunicato ufficiale si evidenzia come il percorso verso la pace debba passare da robuste garanzie di sicurezza per l’Ucraina, elaborate insieme a Stati Uniti ed Europa. L’Italia propone un meccanismo difensivo collettivo ispirato all’articolo 5 della Nato, senza partecipazione diretta a forze multinazionali sul terreno. Si valutano forme di supporto umanitario e di monitoraggio esterno solo a cessazione delle ostilità.
Fonti di governo precisano che eventuali operazioni di sminamento restano in fase iniziale, concepite come contributo tecnico umanitario, rispondendo alle richieste degli alleati. Meloni ha condannato gli attacchi russi notturni, ribadendo solidarietà al popolo ucraino. Al termine del Cdm, Tajani ha chiarito che non ci sarà invio di militari, mentre Salvini ha sottolineato il no netto all’impiego di italiani in combattimento, in linea con la posizione della Chiesa. L’Italia conferma così la propria strategia diplomatica e umanitaria, mantenendo la coesione interna.
(Ant/Adnkronos)
