Trump annuncia il ritorno dei test nucleari Usa

Accuse a Russia e Cina: “Li fanno ma non lo dicono”

Gli Stati Uniti torneranno a condurre test nucleari dopo oltre trent’anni di sospensione. Lo ha dichiarato il presidente Donald Trump in un’intervista a 60 Minutes, il celebre programma della Cbs, anticipando una svolta che potrebbe ridisegnare gli equilibri della sicurezza globale. Secondo il capo della Casa Bianca, “la Russia e la Cina eseguono test nucleari ma non lo dicono”, motivo per cui anche Washington “riprenderà le proprie verifiche”.

Trump ha spiegato che la decisione nasce dalla necessità di “sapere come funzionano le armi”. Ha poi aggiunto che gli Stati Uniti dispongono di “più armamenti nucleari di qualsiasi altro Paese”, con Mosca “seconda” e Pechino “molto distante, ma destinata a colmare il divario entro cinque anni”. L’ex presidente ha ricordato di aver ricostruito le forze armate durante il suo primo mandato e di considerare “necessario” il ritorno ai test per mantenere la superiorità militare americana.

Interpellato sulla possibilità che solo la Corea del Nord conduca test nucleari, Trump ha ribattuto: “Anche Russia e Cina li fanno, semplicemente non lo sapete. Noi siamo diversi: ne parliamo apertamente. In quei Paesi non ci sono giornalisti che scrivono ciò che accade”.

Il leader statunitense ha poi sottolineato che molti esperimenti “avvengono sottoterra, a profondità tali da rendere impossibile capire cosa stia accadendo”. “La Russia – ha aggiunto – ha minacciato recentemente nuovi test. E anche la Cina ne effettua. Dunque li faremo pure noi”.

Pur ammettendo che “la capacità distruttiva delle armi nucleari è qualcosa di cui non si vuole nemmeno parlare”, Trump ha insistito sull’importanza di provarle: “Se le abbiamo, dobbiamo essere certi che funzionino. Ma non vogliamo usarle”.

Dal canto suo, Pechino ha respinto le accuse. La portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning ha affermato che “la Cina ha sempre seguito una politica di sviluppo pacifico, aderendo al principio del no first use”, ovvero l’impegno a non impiegare armi nucleari a meno che non venga prima attaccata. Ha inoltre ricordato che Pechino “ha mantenuto la sospensione dei test e continua a sostenere una strategia nucleare di autodifesa”.

La posizione cinese contrasta apertamente con le parole del presidente americano, che rivendica la necessità di “difendere l’interesse nazionale” e di “non restare indietro” rispetto agli altri attori della scena mondiale.

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