Colpito il nord della Striscia, allarme umanitario globale
Un nuovo bombardamento aereo israeliano ha colpito il quartiere di Shujaya, nella zona settentrionale della città di Gaza, provocando la morte di cinque civili e il ferimento di almeno venti persone. L’intervento, riferito dalla Protezione civile locale e ripreso da Al Jazeera, si inserisce in una giornata contrassegnata da numerosi attacchi lungo tutta la Striscia, che secondo fonti locali hanno causato almeno 29 morti complessivi.
Parallelamente, l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver avviato una strategia per fornire viveri alla popolazione della Striscia, definendo la crisi alimentare “un’urgenza rimasta troppo a lungo ignorata”. Ha inoltre accusato Hamas di deviare gli aiuti umanitari per scopi illeciti, ribadendo la necessità di introdurre sistemi di controllo rigorosi sulla loro distribuzione.
In rappresentanza degli Stati Uniti, l’inviato speciale per il Medio Oriente Steve Witkoff e l’ambasciatore Mike Huckabee si sono recati oggi a Gaza per monitorare la distribuzione diretta degli aiuti e valutare in loco la gravità della situazione umanitaria, in particolare nei quartieri maggiormente colpiti dai raid.
Nel contempo, sul versante europeo, le forze armate tedesche hanno effettuato due voli di consegna contenenti complessivamente 14 tonnellate di beni essenziali, mentre la Francia ha lanciato da aerei 40 tonnellate di forniture destinate alla popolazione afflitta dalla carenza di acqua, medicinali e generi alimentari. Tuttavia, secondo quanto affermato dai ministri Pistorius (Germania) e Barrot (Francia), si tratta di misure tampone, in attesa della riapertura dei valichi terrestri che consentirebbero operazioni umanitarie su scala più ampia.
Il commissario generale dell’Unrwa, Philippe Lazzarini, ha definito i lanci aerei insufficienti e troppo costosi, precisando che il metodo più efficace per l’assistenza rimane il trasporto via terra, attualmente bloccato. Circa 6.000 camion con generi di prima necessità risultano fermi fuori dai confini della Striscia in attesa di permessi per il transito. Lazzarini ha richiesto un intervento politico immediato per garantire l’apertura dei passaggi stradali e consentire l’accesso agli aiuti in maniera equilibrata e capillare.
Sul piano politico, Hamas ha ribadito la volontà di proseguire il confronto per giungere a un cessate il fuoco e al ritiro delle forze israeliane, condizionando però ogni trattativa a un tangibile miglioramento della situazione umanitaria. Intanto, l’Italia ha reso noto un rafforzamento del suo contributo umanitario, con nuovi lanci aerei e piani per l’evacuazione di minori palestinesi bisognosi di cure ospedaliere. L’iniziativa italiana rientra in un quadro di pressioni internazionali finalizzate a ottenere una tregua immediata e alla liberazione degli ostaggi detenuti.
Un recente rapporto delle Nazioni Unite segnala che dal 19 maggio sono stati autorizzati 2.010 camion di aiuti verso Gaza, ma soltanto 260 sono giunti a destinazione, ostacolati da sequestri e deviazioni durante il percorso. Il dato evidenzia le difficoltà logistiche e la necessità di meccanismi trasparenti per la distribuzione.
L’insieme degli interventi internazionali, pur intensificandosi, appare ancora insufficiente rispetto all’entità dell’emergenza. Il peggioramento della crisi alimentare e sanitaria, insieme alla continua esposizione ai bombardamenti, contribuisce ad alimentare tensioni altissime e a rendere urgente una soluzione diplomatica duratura.
