Il presidente russo esclude l’uccisione della Guida suprema iraniana
Il presidente russo Vladimir Putin ha escluso categoricamente la possibilità che Israele possa uccidere la Guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, nel contesto della guerra che ormai da quasi una settimana coinvolge Israele e Iran. L’affermazione di Putin è arrivata in risposta alle dichiarazioni del premier israeliano Benjamin Netanyahu, il quale aveva ipotizzato che l’eliminazione di Khamenei potrebbe accelerare la fine del conflitto. Putin ha dichiarato di non voler nemmeno prendere in considerazione tale eventualità, mettendo così un freno alle speculazioni che nelle ultime ore hanno coinvolto anche l’ex presidente statunitense Donald Trump.
Trump, infatti, aveva riferito di conoscere la posizione della Guida suprema iraniana, ma aveva anche sottolineato che, per il momento, non si procede con alcuna azione per eliminarlo. La tensione è aumentata nelle ultime ore, in particolare dopo il rifiuto netto di Teheran di arrendersi senza condizioni, fatto che ha portato lo stesso Trump a esprimere un ambiguo “buona fortuna” nei confronti di Khamenei. Nel frattempo, Mosca si propone come mediatore nel tentativo di ricercare una soluzione che possa essere accettabile sia per Israele che per l’Iran.
Tale iniziativa di mediazione, però, è stata respinta senza eccezioni dal G7 e dallo stesso Trump, che ha rimarcato la necessità di un dialogo preliminare con la Russia prima di qualunque negoziato. Relazioni di cooperazione militare tra Mosca e Teheran sono presenti, ma Putin ha precisato che non esistono obblighi di difesa reciproca. Mosca ha offerto a Teheran la realizzazione di sistemi di difesa aerea, proposta finora non accolta. Putin ha inoltre osservato che, nonostante i raid israeliani, la società iraniana appare coesa intorno ai propri leader, rafforzando la posizione politica interna del regime.
(Pap/Adnkronos)
