Mosca avanza a Pokrovsk mentre prosegue la pioggia di droni

Ipotesi di incontro Putin-Zelensky al G20, Crosetto conferma aiuti

Una nuova ondata di attacchi russi con droni e missili ha colpito l’Ucraina nelle prime ore di lunedì 3 novembre. Tra gli ordigni impiegati figurano anche i missili ipersonici Kinzhal, mentre sul campo Mosca rivendica progressi significativi nella regione del Donetsk, in particolare nella città strategica di Pokrovsk, considerata cruciale sotto il profilo logistico e simbolico.
Secondo il ministero della Difesa russo, le forze armate di Mosca hanno consolidato le posizioni nel distretto di Prigordony, respingendo contemporaneamente vari tentativi di controffensiva ucraina. Il comunicato ufficiale di Mosca — citato da diverse agenzie, tra cui Adnkronos — sottolinea che le truppe ucraine avrebbero cercato di “rompere l’accerchiamento” senza successo.

Il Cremlino ha inoltre riferito di avanzate a Kupyansk, nella regione di Kharkiv, dove l’esercito russo avrebbe costretto i soldati di Kiev a ritirarsi da quattro postazioni fortificate nell’area industriale. Da parte ucraina, tuttavia, non è arrivata alcuna conferma in merito a queste informazioni.

Intanto si moltiplicano le voci su un possibile incontro diplomatico ad alto livello in occasione del G20 di Johannesburg, in programma il 22 e 23 novembre. Il presidente finlandese Alexander Stubb ha lasciato intendere che i leader di Russia, Ucraina e Stati Uniti potrebbero ritrovarsi nello stesso vertice, aprendo uno spiraglio a un dialogo finora rimasto bloccato. Nonostante in precedenza il Cremlino avesse escluso la partecipazione di Vladimir Putin, e Donald Trump avesse annunciato di voler delegare la rappresentanza americana al vicepresidente J.D. Vance, Stubb ha rivelato che “nelle prossime settimane potrebbero maturare le condizioni per un incontro diretto”.

Il capo dello Stato finlandese ha spiegato di aver discusso con i leader di Kazakistan e Uzbekistan, che potrebbero fungere da mediatori informali tra Washington e Mosca. “I Paesi dell’Asia centrale – ha affermato – possono diventare canali di comunicazione tra la Casa Bianca e il Cremlino”, riportano i media finlandesi.

Sul fronte interno, il ministro italiano della Difesa Guido Crosetto ha confermato la preparazione del dodicesimo pacchetto di aiuti militari a Kiev, evidenziando che l’Italia “continuerà a fare la sua parte senza indebolire la propria difesa”. Crosetto ha ricordato che “ogni giorno da 1.000 a 1.500 militari tra ucraini e russi perdono la vita” nel conflitto, sottolineando come Roma resti impegnata in una strategia puramente difensiva.

Dal canto suo, Kiev ha rivendicato un attacco a una raffineria nella regione russa di Saratov, provocando un incendio in un impianto che tratta quasi cinque milioni di tonnellate di greggio l’anno. L’obiettivo, secondo lo Stato maggiore ucraino, è colpire le infrastrutture industriali e militari russe per ridurre la capacità offensiva di Mosca.

Il ministero russo della Difesa ha replicato riferendo di aver intercettato 64 droni ucraini in diverse aree, di cui 29 proprio a Saratov e altrettanti a Rostov.

A chiudere il quadro è arrivato il duro commento di Dmitrij Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, che su Telegram ha sostenuto che “più l’Occidente spenderà per Kiev, più territori torneranno alla Russia”. L’ex presidente ha paragonato l’impegno occidentale in Ucraina a quello statunitense in Afghanistan, definendo l’esito “inevitabilmente simile”.

(Red-Est/Adnkronos)

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