Medvedev: “Decisione di guerra contro la Russia, ora è conflitto diretto”
Washington/Kiev – Nuovo capitolo nel conflitto ucraino con l’annuncio, proveniente da Kiev, del via libera del presidente americano Donald Trump alla fornitura di sistemi missilistici Patriot all’Ucraina. La notizia, resa nota dal consigliere presidenziale ucraino Andriy Yermak in un’intervista a Rbc Ukraine, ha avuto immediate ripercussioni politiche e diplomatiche, suscitando dure reazioni da Mosca.
“Abbiamo ricevuto piena conferma del supporto in materia di difesa aerea, principalmente per quanto riguarda i sistemi Patriot” – ha dichiarato Yermak – spiegando che il presidente americano ha dato il consenso formale all’operazione, definita “tecnicamente complessa” ma prioritaria per la protezione delle città ucraine. “In senso figurato, c’è una lunga coda, ma stiamo cercando di avvicinarci alla finestra di consegna. La cosa più importante è che Trump ha dato il via libera”, ha aggiunto.
Le parole provenienti da Kiev hanno scatenato una reazione immediata da parte russa. Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza, Dmitri Medvedev, ha accusato Trump di aver “imboccato il sentiero di guerra contro Mosca”, definendo la decisione statunitense “un atto ostile” che rompe ogni illusione di distensione.
“Gli Stati Uniti restano avversari della Russia – ha scritto Medvedev su Telegram – e il presidente pacificatore ha ormai intrapreso pienamente il sentiero di guerra. Questo non è più il conflitto di Biden, ma il suo. Le decisioni prese sono un vero atto di guerra contro la Russia. Trump ora si è completamente allineato con l’Europa folle.” Secondo fonti diplomatiche, il Cremlino starebbe valutando “contromisure proporzionate”, mentre il ministero degli Esteri russo ha definito la mossa americana “una provocazione deliberata che rischia di alimentare l’escalation e di trasformare il conflitto ucraino in una crisi globale di sicurezza.”
Sul terreno, intanto, la guerra continua a colpire civili e operatori dei media. Due giornalisti ucraini della Freedom Tv, condotta e finanziata dallo Stato di Kiev, sono stati uccisi da un drone russo a Kramatorsk, nella regione orientale di Donetsk. Le immagini del veicolo carbonizzato su cui viaggiavano sono state diffuse dal governatore locale, suscitando sconcerto e indignazione. Nel nord-est del Paese, le forze russe hanno invece colpito un gruppo di vigili del fuoco intervenuti dopo un bombardamento nell’insediamento di Zelenyi Hai, nel distretto di Kupiansk. Un pompiere, identificato come Yuriy Chystuikov, 49 anni, è morto sul colpo, mentre altri cinque suoi colleghi sono rimasti feriti. Kiev ha denunciato l’attacco come “un atto di barbarie contro il personale di soccorso”.
Mentre il fronte resta incandescente, un disastro industriale ha colpito la Russia centrale: dieci persone sono morte e dodici risultano disperse dopo un’esplosione in una fabbrica di munizioni a Kopeysk, nella regione di Chelyabinsk. Lo ha confermato il governatore Alexei Teksler, attraverso un messaggio su Telegram. “Secondo le ultime informazioni, dieci persone sono rimaste uccise. Le sorti di altre dodici non sono note.” Fonti dei media indipendenti russi hanno riferito che lo stabilimento coinvolto è la Plastmass, impianto soggetto a sanzioni occidentali e specializzato nella produzione di munizioni per l’artiglieria. Situato a circa 2.000 chilometri dal confine ucraino, il sito è finito al centro di indiscrezioni che ipotizzavano un attacco con droni ucraini, notizia poi smentita ufficialmente dalle autorità locali.
Il via libera ai Patriot imprime una svolta nella politica di Washington verso Kiev, dopo settimane di intensi colloqui tra i governi dei due Paesi. L’amministrazione Trump, che in passato aveva mantenuto una posizione di cautela verso il conflitto, sembra ora passare a un approccio più deciso nel sostegno alla difesa ucraina.
Analisti occidentali ritengono che questa mossa possa rafforzare la capacità di deterrenza di Kiev, ma al tempo stesso aggravare le tensioni tra Stati Uniti e Russia, con inevitabili ripercussioni sugli equilibri NATO. Per Mosca, si tratta di “una linea rossa oltrepassata”; per Kiev, di una “speranza concreta di sopravvivenza”.
La decisione di Trump potrebbe dunque segnare una nuova fase della guerra, più ampia e incerta, dove le parole “pace” e “sicurezza” sembrano allontanarsi ancora una volta dall’orizzonte europeo.
(Pap/Adnkronos)
