Sciopero generale automotive del 18 ottobre: Ugl metalmeccanici in prima linea
Sciopero generale automotive – Il 18 ottobre, l’Ugl metalmeccanici sarà protagonista di uno sciopero generale che coinvolgerà il settore automotive in sette regioni italiane, dove si trovano i principali siti produttivi del comparto. Il segretario nazionale dell’Ugl metalmeccanici, Antonio Spera, ha annunciato che la mobilitazione intende sostenere l’intero comparto, duramente colpito dalla transizione energetica imposta dall’Unione Europea.
I presidi saranno organizzati nelle seguenti regioni: Molise, con una manifestazione a Termoli; Campania, con presidi a Napoli e Avellino; Puglia, a Bari; Basilicata, a Potenza; Lazio, a Piedimonte San Germano (in provincia di Frosinone); e Piemonte, a Torino, città simbolo dell’industria automobilistica italiana. A Torino, la protesta culminerà in un corteo che sfocerà in una grande manifestazione di piazza.
Spera ha sottolineato l’importanza di questa mobilitazione, che non coinvolgerà soltanto i lavoratori, ma anche i cittadini e i rappresentanti politici, invitati a sostenere lo sciopero. Lo scopo principale dell’iniziativa è richiamare l’attenzione della politica italiana e europea, affinché prendano provvedimenti concreti per contrastare gli effetti negativi della transizione verso un’economia più sostenibile, stabilita dal Green Deal europeo. La decisione dell’UE di fermare la produzione di auto a motore termico entro il 2035 ha, secondo il sindacato, messo in grave difficoltà l’intera filiera automobilistica.
“Insieme a Fismic e Aqcf, invitiamo tutti a partecipare allo sciopero generale del 18 ottobre per far comprendere alla politica la necessità di agire con urgenza – ha dichiarato Spera –. Le misure imposte dall’Europa stanno soffocando il settore automobilistico in Italia, con una contrazione significativa della produzione e un uso massiccio della cassa integrazione negli stabilimenti Stellantis su tutto il territorio nazionale.”
Il quadro delineato dal segretario dell’Ugl metalmeccanici è critico. Le conseguenze della transizione ecologica stanno colpendo duramente non solo le aziende del settore, ma anche i lavoratori, le loro famiglie e i territori in cui sono localizzati gli stabilimenti. In particolare, il comparto automobilistico italiano, già fragile, rischia un ulteriore declino senza interventi tempestivi da parte delle istituzioni.
“L’industria automobilistica rappresenta un pilastro dell’economia nazionale – ha aggiunto Spera –. Non possiamo permettere che venga compromesso senza una strategia che tenga conto delle peculiarità del nostro sistema produttivo. Le ripercussioni riguardano non solo i lavoratori diretti e quelli dell’indotto, ma anche l’intero tessuto sociale ed economico dei territori coinvolti, con ricadute significative su tutto il Paese.”
L’Ugl metalmeccanici, insieme agli altri sindacati del comparto, chiede un piano di azione che possa sostenere la transizione energetica senza sacrificare il settore automobilistico italiano. Il sindacato chiede un maggior coinvolgimento della politica nazionale nelle trattative con l’Unione Europea e una revisione dei tempi e delle modalità di attuazione delle misure previste dal Green Deal.
Il sindacato ha inoltre fatto appello ai cittadini e agli amministratori locali, affinché partecipino attivamente ai presidi e sostengano lo sciopero. La mobilitazione del 18 ottobre si preannuncia come un’importante prova di forza per il settore e un’occasione per ribadire la centralità dell’industria automobilistica nel futuro dell’economia italiana.
Il comparto è uno dei settori più colpiti dalla crisi energetica e dalle politiche di decarbonizzazione, e il sindacato teme che, senza un intervento urgente, possa esserci una perdita irreversibile di competenze e posti di lavoro.
