Cottarelli: dazi Usa, Italia pronta a nuovi equilibri export

L’economista: evitare blocchi, cercare intesa su commercio

Carlo Cottarelli analizza i dati AstraRicerche per Manageritalia su oltre mille manager, soffermandosi sulle preoccupazioni per i dazi Usa e sulle implicazioni per le imprese italiane. L’economista osserva come la tensione commerciale con gli Stati Uniti rappresenti un rischio concreto, ma considera percorribile la strada di un accordo sul modello dell’intesa con il Giappone, puntando su un dialogo che possa scongiurare blocchi alle esportazioni.

Un incremento delle tariffe doganali potrebbe generare una perdita di quote per le aziende italiane sul mercato americano, ma Cottarelli invita a leggere questa prospettiva come una sfida da gestire con pragmatismo. L’export verso gli Usa pesa per circa l’11% del totale, un dato significativo ma non dominante nel quadro complessivo delle vendite all’estero.

Secondo l’economista, un’eventuale crescita dei dazi potrebbe portare a una riduzione dell’export verso gli Usa fino alla metà dell’attuale volume nel medio periodo. In questo scenario, l’Italia dovrebbe accelerare nella ricerca di mercati alternativi, ampliando la propria capacità di esportazione per recuperare parte delle quote eventualmente perse e stabilizzare il proprio posizionamento nel commercio globale.

Cottarelli rimarca come il sistema produttivo italiano, fortemente orientato all’export, debba puntare sulla diversificazione dei mercati in caso di politiche restrittive da parte degli Usa. Pur auspicando un’intesa per evitare una guerra commerciale, l’economista rileva che la solidità delle imprese italiane consente al Paese di affrontare con determinazione eventuali contraccolpi legati all’inasprimento delle politiche commerciali.

L’indagine AstraRicerche mostra un settore manageriale consapevole dei rischi derivanti da una possibile escalation tariffaria, ma anche fiducioso nella possibilità di una soluzione negoziata. In questa prospettiva, la flessibilità e la capacità di adattamento delle imprese italiane diventano un elemento centrale per garantire la competitività in un contesto globale in continua evoluzione.

L’economista ribadisce l’importanza di mantenere viva la capacità di reazione di fronte a scenari di tensione internazionale, puntando sulla qualità dei prodotti e sulla ricerca di sbocchi commerciali in aree geografiche emergenti per consolidare la presenza italiana sui mercati mondiali.

(Red-Lab/Labitalia)

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