Telecamere nascoste nei bagni [VIDEO], denunciato proprietario aquilano

Scoperte microcamere in vari appartamenti, sequestrati 80mila euro

La Polizia di Stato di L’Aquila ha portato alla luce una complessa vicenda di interferenza illecita nella vita privata, culminata nella denuncia di un uomo di 56 anni, residente nel capoluogo abruzzese, proprietario di diversi appartamenti in un condominio della zona ovest della città. L’operazione è scattata dopo la segnalazione di una giovane inquilina, che aveva scoperto una microtelecamera con trasmettitore wireless nascosta dietro lo specchio del bagno della propria abitazione in affitto.

L’episodio, avvenuto il 27 ottobre, ha immediatamente attivato gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura, che – dopo aver raccolto la testimonianza della ragazza – hanno ottenuto dal magistrato di turno un decreto di perquisizione nei confronti del proprietario di casa. L’intervento, eseguito nella stessa giornata, ha consentito di raccogliere prove schiaccianti contro l’uomo, tra cui il rinvenimento sul suo telefono di un’applicazione capace di gestire a distanza numerosi dispositivi di videosorveglianza.

Dalle indagini è emerso che il sospettato non solo monitorava la stanza da bagno della giovane, ma aveva installato microcamere in altri appartamenti del medesimo stabile, anch’essi affittati a ignari inquilini. Le successive perquisizioni hanno portato alla scoperta di decine di telecamere nascoste, ancora in funzione o pronte per essere montate, oltre a un ingente quantitativo di denaro contante – circa 80mila euro – trovato tra l’abitazione, il garage e l’autovettura dell’uomo.

Il materiale sequestrato, insieme alle registrazioni e alle apparecchiature elettroniche, costituisce ora parte integrante del fascicolo investigativo coordinato dalla Procura dell’Aquila. L’uomo è stato denunciato ai sensi dell’articolo 615 bis del Codice penale, ma gli investigatori non escludono ulteriori sviluppi che potrebbero aggravare la sua posizione, anche alla luce della possibile presenza di altre vittime inconsapevoli.

L’indagine, riferisce in una nota la Questura dell’Aquila, prosegue per verificare se simili condotte illecite siano state reiterate nel tempo o estese ad altri immobili riconducibili allo stesso proprietario, al fine di accertare l’esatta portata dell’attività di sorveglianza clandestina.

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