Contestano Ahold Delhaize per l’uso di gabbie negli USA
Nuove tensioni durante le manifestazioni di Animal Equality in Olanda. Gli attivisti dell’organizzazione internazionale per i diritti degli animali hanno subito minacce di morte mentre contestavano il colosso della distribuzione Ahold Delhaize a Zaandam, accusato di non aver rispettato l’impegno di eliminare l’allevamento in gabbia dalla propria filiera negli Stati Uniti.
Le azioni di protesta si sono svolte durante tutto il mese di giugno tra Amsterdam e Zaandam, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare l’amministratore delegato del gruppo, Frans Muller, a dare seguito alle promesse fatte oltre dieci anni fa. La sera del 1° luglio, attivisti hanno partecipato a una veglia silenziosa di fronte alla sede aziendale, esponendo immagini e candele per richiamare l’attenzione sul trattamento degli animali.
Il giorno successivo, un’altra dimostrazione ha avuto luogo davanti alla stessa sede. Durante l’evento è stato mostrato un grande striscione e l’area è stata simbolicamente designata come “zona contaminata”, non per motivi ambientali, ma per la responsabilità dell’azienda nell’impiego continuato di sistemi di allevamento in gabbia all’estero.
Durante questa manifestazione, due individui hanno interrotto l’azione con comportamenti aggressivi, intimando agli attivisti di allontanarsi e minacciando di morte il direttore esecutivo di Animal Equality Italia, Matteo Cupi. Uno dei due ha anche annunciato l’intenzione di radunare altri per colpire i manifestanti. A questi episodi si è aggiunto il lancio di uova contro i partecipanti da parte di un altro individuo.
Animal Equality ha ribadito che le proteste sono sempre pacifiche e continueranno fino a quando Ahold Delhaize non avrà attuato concretamente l’eliminazione delle gabbie nella propria catena di approvvigionamento, soprattutto nei punti vendita statunitensi, dove il gruppo è presente con marchi come Food Lion, Stop & Shop e Giant.
Nel 2014, Ahold Delhaize aveva annunciato un piano per superare l’uso di gabbie per scrofe e galline negli Stati Uniti, ma le prove raccolte dall’organizzazione dimostrano che l’impegno non è stato rispettato. In Olanda, tale metodo di allevamento è vietato dal 2008, ma resta in uso nei mercati nordamericani della multinazionale.
Le azioni degli attivisti si inseriscono in una campagna internazionale che mira a fare pressione sull’azienda affinché adotti una posizione chiara, trasparente e vincolata nel tempo. La mobilitazione culmina in una richiesta precisa: l’eliminazione totale delle gabbie da tutta la rete globale di approvvigionamento dell’azienda.
L’episodio segna un’escalation nei confronti subiti dagli attivisti per i diritti animali, che tuttavia confermano l’intenzione di proseguire con le mobilitazioni fino all’ottenimento di un cambiamento concreto nella gestione degli allevamenti da parte di Ahold Delhaize.







