Si spengono le luci per l’uomo che ha fatto la storia
La Sicilia si prepara a dare l’ultimo, solenne saluto a Pippo Baudo, l’uomo che ha plasmato il volto della televisione italiana. I funerali del celebre conduttore, scomparso a Roma all’età di 89 anni dopo una lunga malattia, si terranno mercoledì alle 16:00 nel seicentesco santuario di Santa Maria della Stella, nella sua città natale, Militello in Val di Catania. Il paese, patrimonio Unesco e “Borgo dei Borghi 2025”, ha già proclamato il lutto cittadino, mentre il TG1 curerà una diretta televisiva che coprirà l’evento dalle 15:30 alle 18:10.
Nel frattempo, a Roma, la Capitale offre il suo tributo. Dopo una camera ardente privata presso il Campus Biomedico, riservata a familiari e amici più stretti, il Teatro delle Vittorie ospita un omaggio pubblico. Questo luogo, per anni scenario di trionfi televisivi indimenticabili come “Fantastico” e “Scommettiamo che?”, è stato scelto per accogliere il pubblico che vorrà rendere omaggio al “re della TV”. Una scelta che ha avuto la meglio su altre ipotesi, inclusa l’offerta del Comune di Roma di utilizzare la Protomoteca, e che ribadisce il profondo legame di Baudo con il mondo della televisione. L’ultima a stargli accanto, fedele e silenziosa, è stata la sua storica assistente e compagna di vita, Dina Minna.
Pippo Baudo, con le sue tredici conduzioni del Festival di Sanremo e la sua straordinaria capacità di scoprire nuovi talenti, da Lorella Cuccarini a Beppe Grillo, è stato un’istituzione della Rai, che ha lasciato solo per brevi parentesi per poi tornare sempre “a casa”. La sua eredità è quella di una televisione di qualità, elegante e innovativa, capace di unire il pubblico intellettuale con le masse, in una sintesi perfetta di “nazional-popolare”.
L’ondata di cordoglio ha travolto il mondo dello spettacolo e della società civile. Personaggi del calibro di Orietta Berti, Paolo Bonolis, Amadeus, Milly Carlucci e Claudio Baglioni si sono uniti al coro di voci commosse. Anche Beppe Grillo, con la sua tipica ironia, ha voluto rendergli omaggio, scherzando sulla sua celebre battuta: “Ora che comparirai al Supremo cerca di non dire ‘L’ho scoperto io'”.
Non sono mancate le parole di grandi protagonisti dello spettacolo. Roberto Benigni ha ricordato i loro “momenti di spettacolo televisivo prodigiosi, allegri e gioiosi”, definendolo un “grande professionista”. Sabrina Ferilli ha sottolineato il ruolo cruciale di Baudo nella sua carriera, ricordando di quando la prese “che non ero nessuno” e le diede l’opportunità di calcare il palco di Sanremo, un evento che all’epoca raggiungeva milioni di spettatori. “Per quello che mi riguarda, Pippo ha un merito straordinario nei miei confronti”, ha dichiarato.
L’eredità di Baudo va oltre il ricordo. Sanremo sta pensando di dedicargli una statua, mentre a Roma si propone di intitolargli una strada vicino a viale Mazzini, “cuore pulsante” della TV pubblica. Anche il FantaSanremo ha dichiarato che i “baudi”, le monete immaginarie del gioco, “esisteranno per sempre”.
Lorella Cuccarini, uno dei talenti più brillanti scoperti da Baudo, ha affidato ai social un commovente messaggio. “Sei stato il mio maestro e il mio papà artistico”, ha scritto, ringraziandolo per averle permesso di realizzare i suoi sogni di bambina. L’onda di commozione e i numerosi speciali televisivi che ne sono seguiti hanno generato un’impennata negli ascolti estivi, dimostrando che il suo carisma e il suo lascito sono tuttora vivi. L’influenza di Baudo sulla cultura italiana è tale da aver generato neologismi, tra cui “pippobaudismo” e “baudisco”, entrati a pieno titolo nel vocabolario Treccani.
Ora che gli omaggi di rito si stanno per concludere, la domanda rimane: la Rai sarà capace di onorare la sua memoria con un progetto di qualità? L’auspicio è che l’azienda di Stato, spesso accusata di essere in crisi di idee, sappia raccontare, soprattutto ai più giovani, quanto Pippo Baudo non sia stato solo un presentatore, ma una figura che ha segnato profondamente la storia del nostro Paese.
