La donna è accusata di concorso nell’occultamento del corpo
Riceve giudizio immediato Nors Manlapaz, madre di Mark Antony Samson, il giovane che ha confessato l’omicidio di Ilaria Sula, la studentessa ventiduenne accoltellata a Roma. La donna è accusata di concorso nell’occultamento del cadavere, aggravato dalla finalità di nascondere il reato di omicidio. La decisione arriva dal gip della Capitale Antonella Minunni, che ha firmato il decreto a conclusione delle indagini preliminari condotte sul caso.
Il delitto risale allo scorso marzo, nell’appartamento situato nel quartiere Africano, dove Samson viveva con i genitori. La giovane venne colpita ripetutamente con un coltello, perdendo la vita tra le mura domestiche. In seguito, il corpo fu chiuso in una valigia e trasportato fino a un dirupo a Capranica Prenestina, a circa quaranta chilometri da Roma, dove venne rinvenuto giorni dopo dalle forze dell’ordine.
Per Nors Manlapaz, l’udienza è fissata per il 10 dicembre davanti al tribunale monocratico della Capitale. È possibile che la donna, difesa dal proprio legale, possa chiedere l’accesso a un rito alternativo per definire la propria posizione in sede processuale, valutando l’ipotesi di un patteggiamento per l’accusa di concorso aggravato.
Anche per Mark Antony Samson è stato richiesto il giudizio immediato pochi giorni fa. Il giovane, reo confesso, risponde di omicidio aggravato dalla premeditazione e dall’occultamento di cadavere. La procura, sulla base del quadro probatorio raccolto, ha ritenuto sufficiente il materiale a disposizione per avviare il processo direttamente in Corte d’Assise, evitando il passaggio dall’udienza preliminare.
Le indagini hanno rivelato elementi che escluderebbero l’ipotesi di un raptus. L’analisi del telefono dell’indagato ha portato alla luce messaggi che descrivono con chiarezza la volontà di compiere l’omicidio. Tra questi, un messaggio inviato a un amico in cui Samson scriveva: “O torna con me o la uccido”, lasciando emergere la pianificazione dell’aggressione che ha poi portato alla morte della studentessa.
Il padre della giovane, Flamur Sula, ha espresso dolore per la perdita subita e fiducia nella giustizia italiana, sottolineando che la figlia aveva un’intera vita davanti e che la famiglia attende giustizia per una vicenda che ha segnato la comunità.
Il caso, che ha suscitato vasta attenzione, si inserisce nell’ambito di un fenomeno più ampio di violenza di genere che continua a colpire le cronache italiane, con un processo che punta a chiarire le responsabilità di chi ha avuto un ruolo nella gestione del corpo dopo l’uccisione della giovane Ilaria Sula, vittima di un femminicidio che ha sconvolto Roma.
