Furto da un milione a Bologna, due arresti a Rimini

Anziana raggirata da finti carabinieri, presi i sospetti

La Polizia di Stato ha arrestato due uomini italiani, nati nel 1985 e nel 1994, gravemente indiziati di aver messo a segno, lo scorso maggio, un furto da un milione di euro ai danni di un’anziana residente nella zona stadio di Bologna. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita il 28 luglio dagli agenti della Squadra Mobile di Bologna, a conclusione di una complessa attività investigativa.

I fatti risalgono a maggio, quando la vittima, rientrando nella sua abitazione, era stata avvicinata da due uomini, uno dei quali indossava una casacca con la scritta “Carabinieri”. I due, fingendo un controllo per un presunto furto avvenuto in casa, erano riusciti a farsi aprire il caveau dove la donna custodiva preziosi per un valore di un milione di euro. Dopo aver guadagnato la sua fiducia, i falsi agenti si erano allontanati rapidamente, facendo perdere le loro tracce con la refurtiva.

Le indagini sono partite dalla denuncia della donna, che ha fornito agli investigatori una descrizione dettagliata degli autori. I filmati di videosorveglianza hanno permesso di riprendere l’ingresso e l’uscita dei due dalla casa, nonché l’utilizzo di una motocicletta con targa contraffatta per gli spostamenti. Seguendo le immagini registrate da ulteriori telecamere, gli investigatori sono riusciti a risalire a un parcheggio dove erano presenti due camper sospetti, uno con targa italiana e uno francese, riconducibili a famiglie sinti residenti in provincia di Vercelli e Torino.

La comparazione fotografica dei capifamiglia ha portato alla corrispondenza con i sospetti, successivamente confermata dalla vittima. I due, secondo quanto ricostruito, si spostavano nel Nord Italia a bordo di motorhome attrezzati per trasportare le moto utilizzate nei colpi, parcheggiandole lontano dai camper per eludere i controlli.

Il 16 luglio il Gip di Bologna ha accolto la richiesta della Procura, emettendo i provvedimenti restrittivi. Il 28 luglio gli indagati sono stati rintracciati e fermati nella provincia di Rimini. All’interno dei camper, la Polizia ha sequestrato attrezzi da scasso, denaro, gioielli e una moto. Entrambi, con precedenti specifici per furti, sono stati condotti presso le case circondariali di Rimini e Ravenna.

La vicenda si trova nella fase delle indagini preliminari e vale il principio di presunzione di innocenza.

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