Due fratelli accusati [Video] dell’omicidio del padre a Bovalino

Arrestati per omicidio e occultamento del cadavere

Due fratelli accusati dell’omicidio del padre a Bovalino

Due fratelli accusati  – I Carabinieri di Locri, con il supporto del Nucleo Operativo e Radiomobile e della Stazione di Bovalino, hanno eseguito il fermo di indiziato di delitto nei confronti di due fratelli, uno dei quali minorenne, con l’accusa di omicidio, occultamento di cadavere e porto abusivo di arma. I due sono sospettati di aver ucciso il padre l’11 gennaio scorso.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Locri, guidata dal dottor Giuseppe Casciaro, e dalla Procura per i Minorenni di Reggio Calabria, diretta dal dottor Roberto Placido Di Palma, hanno ricostruito la dinamica dell’accaduto. Secondo quanto emerso, un litigio familiare avrebbe portato il fratello maggiore a sparare alcuni colpi di pistola calibro 38, uccidendo il padre. In seguito, i due avrebbero occultato il corpo in un locale interrato dell’abitazione e fatto sparire l’arma del delitto.

Fin dall’inizio, gli investigatori hanno rilevato elementi anomali sulla scena del crimine, tra cui il ritardo nella richiesta di soccorso, avvenuta il giorno successivo all’omicidio. L’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona ha fornito prove determinanti per l’inchiesta. Inoltre, il figlio maggiore si è presentato spontaneamente in caserma, accompagnato dai suoi legali, e ha rilasciato dichiarazioni che hanno contribuito a delineare il quadro investigativo.

Gli inquirenti hanno avviato un’attività di ricerca per individuare l’arma utilizzata nel delitto. La pistola, priva di matricola, è stata rinvenuta in un’area isolata del comune di Ardore, all’interno di un sacco contenente anche bossoli e munizioni compatibili con i colpi esplosi. Il 18 gennaio, inoltre, è stata recuperata l’autovettura della vittima, nascosta nelle campagne di Bovalino. Entrambi i ritrovamenti sono stati sottoposti ad accertamenti balistici e tecnici da parte degli specialisti del RIS di Messina e del SIS del Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria.

L’inchiesta prosegue per chiarire ulteriormente il contesto in cui si è consumato il delitto e per verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone. Gli investigatori stanno esaminando i rapporti familiari e gli eventi precedenti alla tragedia per comprendere il movente che ha portato i due giovani a compiere un gesto così estremo.

I due fratelli sono attualmente a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a una sentenza definitiva.

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