Perquisizioni in Ogliastra per rintracciare Attilio Cubeddu
Il Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, affiancato dai comandi provinciali di Nuoro e Livorno e supportato dal RIS di Cagliari, dallo Squadrone Eliportato Cacciatori Sardegna e dall’XI Nucleo Elicotteri, ha eseguito il 24 luglio una serie di perquisizioni mirate coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Roma. Il controllo ha coinvolto circa venti abitazioni riconducibili a soggetti sottoposti a indagine per procurata inosservanza della pena aggravata dall’uso del metodo mafioso, con riferimento alla latitanza di Attilio Cubeddu, ricercato da quasi tre decenni.
Cubeddu, la cui fuga ebbe inizio nel 1997 dopo un permesso mai rispettato dal carcere di Badu ‘e Carros, era detenuto per reati legati a sequestri di persona e a estorsioni. Negli anni Ottanta aveva partecipato, con altri complici, a sequestri finalizzati a ottenere riscatti in Toscana e in Emilia Romagna, coinvolgendo vittime come Cristina Peruzzi e Patrizia Bauer, e successivamente era stato condannato per il rapimento dell’imprenditore Giuseppe Soffiantini, avvenuto durante il periodo della sua latitanza.
Il latitante Cubeddu figura tra i ricercati più pericolosi in Italia, inserito nel “Programma Speciale di Ricerca” del Ministero dell’Interno, con operazioni di rintraccio che proseguono su scala nazionale a cura del ROS. Le recenti perquisizioni concentrate nell’area dell’Ogliastra, in Sardegna, hanno avuto l’obiettivo di individuare nuovi elementi utili al suo arresto, coinvolgendo parenti e conoscenti ritenuti legati al ricercato.
Contestualmente, sono in corso attività di indagine finalizzate alla raccolta di tracce biologiche attribuibili al latitante, con lo scopo di ottenere un profilo genetico completo e aggiornato che consenta di confermare eventuali individuazioni future attraverso comparazioni in banca dati.
Le operazioni del ROS, che agisce in stretto raccordo con la Direzione Distrettuale Antimafia, mirano a stringere il cerchio su uno dei casi di latitanza più lunghi sul territorio nazionale, intensificando il monitoraggio sulle possibili reti di protezione che nel tempo potrebbero aver favorito la sottrazione di Cubeddu alla cattura. Le indagini proseguono senza sosta.
