Aggressione a poliziotto al carcere San Michele di Alessandria

Violenza in aumento, il SAPPE chiede interventi urgenti

Aggressione a poliziotto al carcere San Michele di Alessandria

Aggressione a poliziotto – Un episodio di violenza ha scosso il carcere San Michele di Alessandria nella mattinata del 1 dicembre 2024. Un detenuto tunisino, presente nella sala socialità, ha improvvisamente aggredito un agente di polizia penitenziaria mentre questi stava conducendo un colloquio con un altro prigioniero. Nonostante l’invito dell’agente a rientrare nella saletta, il detenuto ha ignorato l’ordine e si è scagliato contro l’ufficio. Dopo aver atteso che il poliziotto concludesse il colloquio con il detenuto precedente, il tunisino ha tirato due pugni al volto dell’agente, spingendolo violentemente contro il muro. Solo l’intervento di altri detenuti e l’arrivo di ulteriori agenti hanno evitato che la situazione degenerasse ulteriormente.

Vicente Santilli, segretario del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) per il Piemonte, ha denunciato l’accaduto, esprimendo solidarietà al collega rimasto ferito. “La situazione è davvero allarmante – ha dichiarato Santilli – ormai i detenuti si sentono liberi di aggredire senza paura di conseguenze, soprattutto quando le loro richieste non vengono soddisfatte, anche se irragionevoli”.

Il leader del SAPPE ha anche sottolineato il crescente senso di impunità che permea le carceri piemontesi, con una grave crisi di sicurezza che rischia di compromettere l’ordine nelle strutture penitenziarie. “La situazione sta degenerando – ha aggiunto Santilli – e ormai i fatti di violenza come questo non suscitano nemmeno più sorpresa. Questo silenzio da parte dell’Amministrazione Penitenziaria è assordante”.

Il Segretario Generale del SAPPE, Donato Capece, ha commentato la vicenda come un segno evidente di un sistema carcerario in crisi. Secondo Capece, l’episodio mette in luce le carenze nel sistema di sicurezza nelle carceri italiane, chiedendo un intervento immediato per evitare che si ripetano eventi simili. “È urgente che l’Amministrazione penitenziaria adotti misure più severe per i detenuti violenti, anche applicando l’articolo 14 bis dell’ordinamento penitenziario, che prevede restrizioni per coloro che compromettono la sicurezza e l’ordine all’interno degli istituti penitenziari”, ha dichiarato Capece.

Inoltre, il sindacato ha rinnovato la richiesta di strutture adeguate dove i detenuti violenti possano scontare la pena in un regime di alta sicurezza. “Non possiamo continuare a tollerare che chiunque metta in pericolo la sicurezza degli agenti e degli altri detenuti non riceva una punizione esemplare”, ha aggiunto Capece. Il sindacato ha chiesto anche un incontro urgente con i Sottosegretari alla Giustizia, Andrea Delmastro e Andrea Ostellari, per discutere la situazione e adottare misure per garantire la sicurezza nelle carceri.

Il carcere San Michele di Alessandria continua a essere al centro di un dibattito che coinvolge la sicurezza, la gestione dei detenuti violenti e la capacità delle istituzioni di garantire la protezione degli agenti di polizia penitenziaria. Gli episodi di violenza sono in aumento, e la risposta delle autorità sembra essere inadeguata a fronteggiare una situazione che sta sfuggendo di mano. Il SAPPE, attraverso le sue dichiarazioni, ha sollecitato un’azione concreta per fermare il degrado del sistema penitenziario piemontese e ripristinare l’ordine.

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