Zelensky accusa Mosca: rischio escalation globale a causa di Putin

Kiev invita l’Europa alla ‘contro-parata’ del 9 maggio contro Mosca

Dopo il lancio di missili su Sumy durante la domenica delle Palme, il ministero della Difesa russo ha rilasciato una dichiarazione ufficiale smentendo ogni accusa di attacco contro obiettivi civili. Secondo la versione di Mosca, l’obiettivo del raid era una struttura militare dove si teneva una riunione del comando del gruppo tattico operativo Seversk, e non aree residenziali.

Durante un incontro con la stampa, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha ribadito che le forze armate russe si limitano a colpire “obiettivi militari o connessi al settore della difesa”. Le sue parole arrivano in risposta ai dubbi sollevati anche da Donald Trump, il quale ha ipotizzato che la Russia possa aver “commesso un errore” nel colpire Sumy.

Secondo il bilancio comunicato dal ministero russo, sarebbero stati uccisi più di 60 militari ucraini. Di contro, le autorità di Kiev riportano almeno 34 morti, tra cui 2 bambini, e 119 feriti, con 15 minori coinvolti. La difesa russa accusa inoltre l’Ucraina di usare i civili come scudi umani, disponendo strutture militari o incontri operativi nel centro di aree densamente popolate.

Il Cremlino ha anche espresso preoccupazione per la proposta di Friedrich Merz, futuro cancelliere tedesco, di inviare missili Taurus a Kiev. Secondo Peskov, questa mossa comporterebbe un’inevitabile escalation del conflitto in corso.

Zelensky avverte l’Occidente: “Fermare Putin o sarà guerra globale”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rilasciato un’intervista esclusiva alla trasmissione 60 Minutes di Cbs News, registrata a Kryvyi Rih, sua città natale. Parlando a pochi giorni dall’attacco missilistico russo che ha causato 19 vittime civili, inclusi 9 bambini, vicino a un parco giochi, e all’indomani del bombardamento su Sumy, Zelensky ha lanciato un chiaro messaggio alla comunità internazionale.

A suo avviso, l’inazione davanti all’aggressione russa potrebbe portare a un conflitto globale. “Se non restiamo fermi, lui avanzerà ancora”, ha dichiarato, riferendosi al presidente russo Vladimir Putin. Secondo Zelensky, l’obiettivo del Cremlino è la ricostruzione di un nuovo impero russo che includa territori oggi sotto la protezione della NATO.

Ha sottolineato come ogni obiettivo colpito dalla Russia sia di natura civile: “Edifici residenziali, negozi, stazioni di servizio”, ha scritto in un post pubblicato sulla piattaforma X. Ha inoltre denunciato nuovi attacchi contro Slovyansk, Uman, Kharkiv, Beryslav e altri centri abitati. A Odessa, un attacco condotto con droni di tipo Shahed ha causato 7 feriti.

Quattro civili morti a Kharkiv: attacchi proseguono anche nelle zone interne

Secondo quanto riferito dal governatore regionale Oleh Synehoubov, colpi di artiglieria e razzi russi hanno ucciso 4 civili nella regione di Kharkiv. Le vittime sono un uomo di 68 anni e una donna di 61 a Koupiansk, località prossima alla linea del fronte, oltre a una donna di 77 anni e un uomo di 52 nel villaggio di Chevtchenkove, distante circa 30 chilometri dal fronte.

Le operazioni militari russe in queste aree non sembrano diminuire di intensità, secondo quanto osservato dalle autorità ucraine. I bombardamenti si sono concentrati su centri abitati a ridosso delle linee di contatto, causando morti e feriti tra i residenti.

Ucraina organizza una contro-parata il 9 maggio a Kiev

Il governo ucraino ha annunciato la realizzazione di un evento simbolico per il 9 maggio a Kiev, in risposta alla tradizionale parata russa organizzata lo stesso giorno a Mosca. La decisione è stata comunicata dal viceministro degli Esteri Andrii Sybiha durante un vertice a Lussemburgo con i colleghi dell’Unione Europea.

L’evento sarà una dimostrazione diplomatica contro l’aggressione russa, con l’invito formale ai principali leader europei. “Vogliamo mostrare unità e determinazione davanti all’aggressione più ampia registrata in Europa dalla Seconda guerra mondiale”, ha dichiarato Sybiha.

Nel corso dello stesso incontro, il rappresentante ucraino ha anticipato l’intenzione del presidente Zelensky di tenere un vertice con la cosiddetta “coalizione dei volenterosi”. Il gruppo, distinto dagli Stati Uniti, è composto da Paesi europei e alleati che sostengono Kiev in modo più attivo. Tra i possibili partecipanti alla riunione figura anche Friedrich Merz, che potrebbe recarsi nella capitale ucraina proprio in occasione del 9 maggio.

Mosca prepara la parata, ma l’Occidente diserta

Nel frattempo, il presidente Vladimir Putin ha confermato la realizzazione della parata militare a Mosca, alla quale sono stati invitati i leader di Israele, Cina (presente Xi Jinping), India, Brasile, Slovacchia e Serbia. Restano esclusi Stati Uniti e la maggior parte dei Paesi dell’Unione Europea.

L’assenza dei leader occidentali da questo evento è ormai prassi consolidata. L’ultima partecipazione risale al 2005, con la presenza dell’allora presidente statunitense George W. Bush e del capo di Stato francese Jacques Chirac. Negli ultimi anni, la distanza diplomatica tra Mosca e le capitali europee è andata crescendo, in parallelo all’intensificarsi della guerra in Ucraina.

Situazione in evoluzione: scambi diplomatici e pressioni militari aumentano

Le prossime settimane si preannunciano decisive per la tenuta delle alleanze occidentali e per la risposta diplomatica a quanto avviene sul campo. L’offensiva russa prosegue in più regioni, mentre Kiev cerca di rafforzare i rapporti bilaterali e multilaterali, intensificando la pressione per ottenere maggiori garanzie di sicurezza.

In questo contesto, l’equilibrio tra iniziativa militare e manovra diplomatica si conferma fragile. La possibilità che il conflitto possa estendersi oltre i confini ucraini è una preoccupazione espressa apertamente da Zelensky, mentre Mosca continua a promuovere la sua narrativa di legittimità militare contro obiettivi considerati strategici.

Il 9 maggio, con le due parate simbolicamente contrapposte, rappresenterà un passaggio chiave per la percezione pubblica e politica del conflitto in corso.

(Otl/Adnkronos)

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