Due missili russi colpiscono Sumy: 34 morti e 117 feriti
Almeno 34 persone sono rimaste uccise e altre 117 ferite dopo che due missili balistici hanno colpito la città di Sumy, nel nord dell’Ucraina, nella mattina di domenica 13 marzo, durante le celebrazioni della Domenica delle Palme.
Secondo quanto riportato dalle autorità locali, il primo missile ha centrato un edificio universitario poco dopo le 10:15 ora locale, seguito da una seconda esplosione in strada. Tra le vittime ci sono anche due bambini, mentre tra i feriti figura una neonata nata nel 2025, secondo quanto riferito dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Il leader ucraino ha definito l’attacco un’aggressione deliberata contro la popolazione civile, sottolineando la sua gravità in un giorno simbolico per i fedeli. “Solo una feccia fuori di testa può colpire il centro cittadino in un giorno del genere”, ha dichiarato Zelensky in un messaggio alla nazione.
Le immagini diffuse mostrano i danni agli edifici, auto carbonizzate e soccorritori al lavoro tra le macerie. Il Servizio di emergenza statale ucraino ha confermato che numerose abitazioni e strutture pubbliche sono state colpite. L’intervento dei vigili del fuoco è proseguito per ore per domare gli incendi causati dall’esplosione.
Questo attacco rappresenta il secondo episodio grave in meno di una settimana. Il 4 aprile, un attacco missilistico contro Kryvyi Rih, città natale di Zelensky, aveva causato la morte di circa 20 persone, tra cui nove minori.
Il presidente ucraino ha ricordato che la Russia aveva recentemente rifiutato una proposta di cessate il fuoco della durata di 30 giorni, formulata dagli Stati Uniti e accettata da Kiev l’11 marzo. Secondo Zelensky, Mosca continua a rimandare ogni tipo di negoziato reale, cercando vantaggi sul campo.
Ha inoltre denunciato l’uso sistematico di missili balistici e droni Shahed, impiegati contro centri abitati in tutto il Paese. “Lo fanno perché non hanno timore delle conseguenze. Ecco perché arrivano ogni notte con centinaia di droni, molti dei quali mirano a città abitate”, ha affermato.
Nel suo discorso, Zelensky ha invocato una reazione concreta da parte della comunità internazionale, indicando che l’unico modo per fermare azioni simili è attraverso “pressioni coordinate e risposte decise”.
L’attacco a Sumy è avvenuto in un contesto di tensioni crescenti tra le delegazioni diplomatiche di Mosca e Kiev, che si accusano reciprocamente di non rispettare un’intesa parziale sul blocco degli attacchi alle infrastrutture energetiche, anch’essa proposta con mediazione statunitense.
Dopo oltre tre anni di conflitto, i tentativi di arrivare a un accordo stabile sembrano ancora ostacolati da reciproca sfiducia e continue violazioni sul terreno. Nel frattempo, il bilancio umano del conflitto continua a salire, aggravando la crisi umanitaria nel Paese.
