Tusk sollecita maggiore difesa e critica il Green Deal Ue

Polonia, Tusk chiede un aumento della spesa per la difesa europea e critica le politiche ambientali

Tusk sollecita maggiore difesa e critica il Green Deal Ue

Tusk sollecitaNel suo intervento al Parlamento europeo, il primo ministro polacco Donald Tusk ha lanciato un appello urgente per un aumento significativo della spesa militare a livello europeo, sottolineando l’importanza di rendere il continente autonomo nella difesa, senza dipendere dall’ombrello protettivo degli Stati Uniti . Tusk ha esortato i membri dell’Unione Europea a considerare la sicurezza come una priorità, poiché, a suo dire, “se l’Europa deve sopravvivere, deve essere armata”. Il discorso di Tusk si è concentrato sulle recenti minacce alla sicurezza del continente, tra cui l’invasione russa dell’Ucraina e le manovre della Bielorussia , con particolare riferimento alla campagna migratoria orchestrata da Minsk. “Dobbiamo essere forti, armati e determinati”, ha affermato, sottolineando l’importanza di una difesa paneuropea robusta e di una spesa crescente per la sicurezza.

Il premier polacco ha anche avvertito che la spesa per la difesa potrebbe richiedere soluzioni creative e flessibili, come l’emissione di un debito comune europeo, proposta che ha suscitato reazioni contrastanti tra gli Stati membri. Paesi come la Polonia e la Francia sostengono questa idea, mentre Germania e Paesi Bassi si sono opposti. Di recente, anche la Danimarca ha cambiato posizione, aderendo al progetto. Tusk ha dichiarato che, pur non essendo necessario adottare un metodo rivoluzionario, i fondi per le difese europee devono essere reperiti in maniera concreta. “L’Europa deve iniziare a difendersi, e quindi deve iniziare a spendere soldi per questo”, ha aggiunto.

Un altro tema centrale del discorso di Tusk è stato il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca . Il premier polacco ha indicato che il nuovo contesto internazionale impone all’Europa di abbandonare la “comodità” e di affrontare la sfida con serietà. Il cambiamento di amministrazione negli Stati Uniti implica un’ulteriore spinta per l’Europa a rafforzare le proprie difese, anche alla luce delle dichiarazioni di Trump che durante la sua campagna aveva chiesto agli alleati della Nato di aumentare la spesa militare, arrivando a suggerire un obiettivo del 5% del Pil, una cifra che nemmeno gli Stati Uniti raggiungono. “Non chiedete agli Stati Uniti cosa possono fare per la nostra sicurezza. Chiedetevi cosa possiamo fare noi”, ha dichiarato Tusk, richiamando un celebre discorso di John F. Kennedy .

Il discorso di Tusk , inizialmente incentrato sulla sicurezza, ha preso una piega più critica quando il premier polacco ha affrontato la questione del Green Deal europeo e dei suoi effetti sulle politiche energetiche. Tusk ha accusato le normative introdotte dall’Unione negli ultimi anni di essere responsabili per l’aumento dei prezzi dell’energia, mettendo a rischio la competitività dell’Europa rispetto a potenze come Stati Uniti e Cina . I prezzi energetici, che erano già aumentati nel 2022 a causa della manipolazione delle forniture da parte della Russia, sono ulteriormente cresciuti, alimentando le preoccupazioni di Tusk per le implicazioni economiche.

“Se andiamo in bancarotta, nessuno si preoccuperà più dell’ambiente”, ha avvertito Tusk , suggerendo che l’Europa non può permettersi di compromettere la propria competitività globale in nome della sostenibilità ambientale. Ha chiesto una “revisione completa e molto critica” del Green Deal , in particolare per quanto riguarda le politiche energetiche e le quote di emissione, che potrebbero causare gravi danni all’economia e alla stabilità sociale. La sua posizione è stata accolta positivamente dai deputati di destra, ma ha sollevato critiche tra i progressisti.

Uno degli aspetti più controversi sollevati da Tusk riguarda l’espansione del sistema di scambio delle quote di emissione (Ets), che dal 2027 coprirà anche i settori dell’edilizia e dei trasporti su strada. Tusk ha avvertito che questa misura potrebbe aumentare i costi energetici, generando malcontento popolare tale da minacciare la stabilità dei governi democraticamente eletti. “Dobbiamo davvero affrontare la questione”, ha esortato, richiamando i legislatori ad abbandonare ideologie troppo rigide in favore di un approccio più pratico e sostenibile.

Le critiche di Tusk al Green Deal si inseriscono in un contesto di crescente opposizione da parte dei conservatori europei, che accusano le politiche ambientali dell’Unione di contribuire all’aumento dei costi energetici e alla perdita di competitività, un tema che ha sollevato anche proteste tra gli agricoltori. La Commissione Europea e numerosi ambientalisti hanno ribattuto, sostenendo che la causa principale degli alti prezzi è la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, nonché la lentezza nell’adottare energie rinnovabili.

Infine, Ursula von der Leyen , presidente della Commissione, ha promesso che l’Europa prenderà misure per ridurre i prezzi energetici, pur mantenendo gli obiettivi climatici. Ha sostenuto che i due obiettivi, la riduzione dei costi e il raggiungimento della neutralità climatica, devono essere perseguiti congiuntamente.

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