Lettere tariffarie da oggi, avvertimento a Russia e Cina
Il presidente statunitense Donald Trump ha dato il via a una nuova fase della sua politica commerciale annunciando l’immediata applicazione di dazi aggiuntivi per i Paesi considerati vicini al blocco Brics. La decisione, formalizzata con l’invio delle prime lettere ufficiali, è entrata in vigore oggi a mezzogiorno ora di Washington. Le comunicazioni tariffarie, destinate a diverse nazioni, indicano l’avvio di un piano destinato a ridisegnare i rapporti economici internazionali secondo un’impostazione dichiaratamente protezionista.
Il provvedimento prevede un’imposta del 10% su tutte le importazioni provenienti da Paesi che esprimano sostegno o partecipazione attiva al gruppo Brics. Il nuovo indirizzo commerciale segue una linea di rottura rispetto agli accordi multilaterali e si presenta come una riaffermazione dell’approccio “America First”. Secondo quanto diffuso attraverso i canali ufficiali della campagna elettorale di Trump, la misura ha carattere selettivo ma verrà applicata senza deroghe nei confronti degli Stati considerati allineati con strategie ostili agli interessi statunitensi.
Il piano si rivolge principalmente alle nazioni che prendono parte al vertice Brics in corso a Rio de Janeiro, con particolare attenzione a Cina, Russia, India e Brasile. Trump ha associato l’adesione a questo blocco a un orientamento politico ed economico contrario alla posizione dominante degli Stati Uniti nel commercio globale. Il vertice Brics, intanto, discute l’espansione dell’uso delle valute locali negli scambi e l’allontanamento dal dollaro come moneta di riferimento.
La nuova offensiva tariffaria arriva in un contesto internazionale già segnato da forti tensioni tra Washington e Pechino, aggravate dalla crescente cooperazione tra Mosca e Pechino sul piano commerciale ed energetico. La mossa americana si inserisce in una strategia volta a disincentivare la formazione di alleanze economiche alternative, che minacciano la posizione centrale degli Stati Uniti nei flussi finanziari e industriali globali.
Le lettere inviate oggi rappresentano il primo passaggio di un piano strutturato in più fasi, che sarà esteso gradualmente. I documenti tariffari specificano i beni soggetti alla nuova imposta e saranno aggiornati periodicamente in base all’evoluzione dei rapporti tra Washington e i singoli Paesi. Al momento non sono stati diffusi dettagli sui criteri esatti di valutazione, ma l’amministrazione Trump ha lasciato intendere che ogni atto di adesione formale o sostegno pubblico al gruppo Brics verrà considerato sufficiente per l’attivazione automatica delle misure.
Secondo fonti interne alla campagna repubblicana, il tema delle tariffe sarà centrale nel programma per le elezioni presidenziali. La linea seguita da Trump punta a consolidare il consenso tra i settori produttivi più penalizzati dalla concorrenza globale, come acciaio, tecnologia e manifattura.
Le reazioni non si sono fatte attendere: i mercati finanziari hanno registrato immediate oscillazioni, con cali evidenti in alcune piazze asiatiche ed europee. Le principali economie interessate dal provvedimento stanno valutando contromisure e possibili risposte coordinate.
Il blocco Brics, composto da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, nasce con l’intento di promuovere una cooperazione alternativa al sistema economico occidentale, favorendo l’uso di strumenti finanziari propri e la riduzione della dipendenza dal dollaro. Negli ultimi anni, il gruppo ha rafforzato la sua influenza a livello globale, attirando l’interesse di nuovi Paesi e ampliando il suo raggio d’azione su temi strategici.
L’iniziativa di Trump si colloca dunque in una fase di crescente rivalità tra modelli economici contrapposti e segna un ritorno a politiche commerciali bilaterali e sanzionatorie come strumento di pressione geopolitica.
