Il Cremlino conferma il colloquio. Pressioni Ue per la tregua
Mosca ha confermato che il presidente Vladimir Putin parlerà oggi, lunedì 19 maggio, con l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il colloquio telefonico, previsto per le 17 ora di Mosca (le 16 in Italia), si svolgerà in un momento considerato cruciale per i negoziati tra Russia e Ucraina. Lo ha annunciato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, precisando che la conversazione è “importante” nel contesto dei recenti colloqui tenutisi a Istanbul. Peskov ha inoltre sottolineato come Mosca valuti positivamente il ruolo di mediazione esercitato da Washington, ringraziando pubblicamente gli Stati Uniti per gli sforzi diplomatici in corso.
Steve Witkoff, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, si è detto fiducioso in merito all’esito della chiamata. A suo giudizio, la conversazione tra Trump e Putin potrebbe contribuire a superare l’attuale fase di stallo nei negoziati e riavvicinare le parti. Secondo Witkoff, la forza decisionale dell’ex presidente e il suo istinto politico saranno determinanti per spingere Mosca e Kiev verso una soluzione negoziata del conflitto. Ha inoltre affermato che la telefonata sarà un passaggio necessario per avviare un processo di distensione che possa condurre a un cessate il fuoco duraturo.
Sabato scorso, Trump aveva annunciato sul suo social Truth che avrebbe contattato direttamente Vladimir Putin con l’intento di “porre fine al bagno di sangue”. Dopo questo colloquio, ha in programma di parlare anche con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e con diversi rappresentanti della Nato, in quello che appare come un tentativo personale di rilancio delle trattative di pace. L’ultima volta che i due leader si erano sentiti risaliva al mese di marzo.
Oggi, nel corso della giornata, il presidente americano ha avuto colloqui separati con il primo ministro britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la premier italiana Giorgia Meloni. Downing Street ha reso noto che i quattro capi di Stato e di governo hanno discusso della situazione in Ucraina e dei devastanti effetti della guerra sulle popolazioni civili. L’obiettivo comune, si legge nel comunicato ufficiale, resta quello di promuovere una tregua immediata e una soluzione politica al conflitto.
Secondo fonti diplomatiche italiane, Giorgia Meloni aveva già avuto un primo scambio telefonico con Trump sabato scorso. Palazzo Chigi ha diffuso una nota in cui si esprime pieno sostegno all’iniziativa dell’ex presidente per una pace giusta e stabile in Ucraina. L’Italia, in linea con gli altri partner europei, ha ribadito la necessità di un cessate il fuoco immediato e senza condizioni, ritenuto indispensabile per permettere un’efficace ripresa dei negoziati tra le parti.
Parallelamente, si sono svolti anche importanti contatti diplomatici tra Kiev e Washington. Ieri, durante la sua visita a Roma in occasione dell’inizio del pontificato di Leone XIV, Volodymyr Zelensky ha incontrato in forma privata Papa e ha avuto un colloquio con il vicepresidente americano JD Vance e con il segretario di Stato Marco Rubio a Villa Taverna. Durante l’incontro, il presidente ucraino ha consegnato a Vance una lettera indirizzata a Trump contenente nuove proposte di collaborazione nel settore della difesa e del commercio. La presidenza ucraina ha comunicato che il dialogo ha toccato anche l’accordo di partenariato economico tra Stati Uniti e Ucraina.
Questo faccia a faccia ha segnato il primo contatto diretto tra Zelensky e Vance dopo lo scontro avvenuto a febbraio nello Studio Ovale, quando l’allora candidato alla vicepresidenza americana aveva accusato il presidente ucraino di scarso rispetto verso l’amministrazione statunitense. Secondo il resoconto ufficiale, l’incontro romano si è svolto in un clima costruttivo. Zelensky ha confermato la disponibilità del suo governo ad impegnarsi in un processo diplomatico concreto e ha ribadito l’urgenza di ottenere un cessate il fuoco completo e immediato. Il presidente ucraino ha inoltre riferito di aver discusso dell’andamento dei colloqui di Istanbul, criticando il livello di rappresentanza inviato da Mosca, ritenuto inadeguato per prendere decisioni vincolanti.
Una fonte vicina alla presidenza ucraina ha riferito all’agenzia Afp che nel corso dell’incontro è stata affrontata anche la questione della telefonata imminente tra Trump e Putin. Secondo la Casa Bianca, il colloquio ha incluso aggiornamenti sull’evoluzione dei negoziati e sullo stato delle discussioni per un accordo di pace a lungo termine. L’amministrazione statunitense ha sottolineato che l’obiettivo condiviso con Kiev resta quello di porre fine alla distruzione e alla sofferenza umana causata dal conflitto.
Il presidente finlandese Alexander Stubb, reduce da una conversazione con Donald Trump, ha affermato che l’ex presidente americano starebbe perdendo la pazienza nei confronti di Putin, lasciando intendere una crescente impazienza rispetto all’inerzia russa nei negoziati. Stubb ha però avvertito che nessun accordo dovrebbe essere raggiunto senza il pieno coinvolgimento dell’Ucraina, che resta parte centrale di qualsiasi decisione sul futuro del Paese.
Nel frattempo, nella notte tra sabato e domenica, l’Ucraina ha subito il più massiccio attacco con droni dall’inizio del conflitto. L’aeronautica militare di Kiev ha denunciato il lancio di 273 droni kamikaze Shahed da parte delle forze russe in un’unica notte. Gli obiettivi principali sarebbero stati concentrati nella regione centrale attorno alla capitale ucraina.
Secondo quanto riferito dal governatore regionale Mykola Kalashnik, un attacco ha provocato la morte di una donna di 28 anni e il ferimento di altre tre persone, tra cui un bambino di quattro anni. Il presidente del parlamento ucraino, Ruslan Stefanchuk, ha denunciato i raid come un esempio del reale atteggiamento russo, definendo l’azione “terrore puro”. I bombardamenti hanno causato gravi danni a edifici residenziali, un grattacielo è stato parzialmente colpito e diversi garage sono andati a fuoco.
La telefonata tra Trump e Putin potrebbe ora rappresentare un passaggio determinante per il futuro dei negoziati. I governi europei attendono segnali concreti, mentre gli sforzi diplomatici si intensificano nel tentativo di trasformare le iniziative individuali in un percorso condiviso verso la fine delle ostilità.
(Ari/Adnkronos)
