Trump annuncia centro detenzione migranti a Guantanamo: fino a 30.000 posti

Nuova legge facilita arresti richiedenti asilo senza documenti. Biden criticato per politica immigrazione.

Trump annuncia centro detenzione migranti a Guantanamo: fino a 30.000 posti

Trump annuncia – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato la creazione di un centro di detenzione per migranti irregolari nella base militare di Guantanamo, a Cuba. La struttura, che potrebbe ospitare fino a 30.000 persone, sarà destinata a coloro che entrano illegalmente nel paese. La decisione arriva dopo la firma del Laken Riley Act, una legge che facilita gli arresti dei richiedenti asilo privi di documenti e prevede la loro detenzione fino all’espulsione.

Il provvedimento prende il nome da Laken Riley, una studentessa di 22 anni della Georgia, uccisa nel 2023 da un cittadino venezuelano senza documenti, già ricercato per furto. Durante la cerimonia alla Casa Bianca, Trump ha criticato la politica immigratoria del suo predecessore, Joe Biden, definendola “arrogante e stupida”. Ha inoltre affermato che, grazie alle recenti misure adottate, “nessuno tenta più di entrare negli Stati Uniti”.

Il nuovo centro di detenzione a Guantanamo sostituirà parzialmente la famigerata prigione di massima sicurezza, che Biden aveva promesso di chiudere. Trump ha giustificato la scelta dichiarando che la struttura sarà utilizzata per “rinchiudere i peggiori criminali che minacciano gli Stati Uniti”. Un ordine esecutivo firmato dal presidente assegna al Dipartimento della Difesa e a quello della Sicurezza interna il compito di avviare i lavori.

Nel frattempo, rimane incerta la situazione riguardante il congelamento di fondi federali, sospeso da un giudice pochi giorni fa. Nonostante la confusione, Trump ha rassicurato i cittadini statunitensi affermando che “le pensioni e la sanità” non saranno intaccate dalle recenti decisioni. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha confermato che il blocco dei fondi è ancora in vigore, smentendo le voci di un possibile dietrofront.

Intanto, l’amministrazione Trump ha avviato un piano per incentivare i dipendenti pubblici a tornare in ufficio. Secondo fonti citate da Axios, ai dipendenti che non intendono rientrare verrà offerto un incentivo economico fino al 30 settembre, a patto che si dimettano entro il prossimo lunedì. Si stima che tra il 5% e il 10% dei dipendenti federali potrebbe accettare l’offerta, con un impatto potenziale su centinaia di migliaia di persone.

Proseguono intanto le audizioni al Senato per i candidati alla guida dei dipartimenti governativi. Tra questi, Robert Kennedy Jr., nominato alla guida del Dipartimento della Sanità, è stato sottoposto a un intenso scrutinio da parte dei senatori, sia democratici che repubblicani. Kennedy ha respinto le accuse di essere anti-vaccinista, citando un suo libro del 2014 e affermando che tutti i suoi figli sono vaccinati. Tuttavia, alcuni senatori hanno contestato le sue precedenti dichiarazioni, ritenute contraddittorie e vicine a teorie cospirative.

Sul tema dell’aborto, Kennedy ha espresso accordo con Trump, definendo ogni interruzione di gravidanza “una tragedia”. Ha inoltre sottolineato la necessità di ridurre il numero di aborti negli Stati Uniti, attualmente stimato in 1,2 milioni all’anno, senza però specificare la fonte di tale dato.

La decisione di Trump di utilizzare Guantanamo per i migranti irregolari ha suscitato reazioni contrastanti, alimentando il dibattito sulla gestione dell’immigrazione e sulla sicurezza nazionale. Mentre l’amministrazione insiste sulla necessità di misure drastiche, critici e organizzazioni per i diritti umani temono un ulteriore inasprimento delle condizioni di detenzione e delle politiche migratorie.

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