Tariffe per infermieri gettonisti: De Palma critica le misure

"Servono interventi strutturali, non soluzioni temporanee"

Tariffe per infermieri gettonisti: De Palma critica le misure

Tariffe per infermieri – Pubblicate in Gazzetta Ufficiale le nuove tariffe per i professionisti sanitari a gettone. Il provvedimento, che definisce compensi orari tra 85 euro per i medici e 25-28 euro per gli infermieri, solleva forti critiche da parte di Antonio De Palma, presidente del Nursing Up, il Sindacato Nazionale Infermieri.

De Palma evidenzia come queste misure rappresentino un ennesimo intervento temporaneo, incapace di affrontare i problemi strutturali che affliggono il sistema sanitario. «L’Italia continua a tamponare le carenze di personale con soluzioni di breve durata, senza valorizzare il personale dipendente né attuare un piano nazionale di assunzioni», afferma.

Disparità nei compensi tra medici e infermieri
Le nuove linee guida stabiliscono compensi orari significativi per i medici: 85 euro per il personale impiegato nei reparti di emergenza e rianimazione e 75 euro per altri servizi. Tuttavia, per gli infermieri i compensi sono sensibilmente inferiori: 28 euro per il pronto soccorso e 25 euro per gli altri reparti.

«Un medico gettonista può arrivare a percepire oltre 8.000 euro netti al mese, mentre un infermiere si ferma a circa 2.700-3.000 euro netti. Questa disparità è inaccettabile e scoraggia ulteriormente chi è già provato da turni pesanti e condizioni lavorative difficili», denuncia De Palma.

Un sistema in crisi: il fenomeno delle dimissioni
Ogni anno, circa 8.000 infermieri lasciano il servizio pubblico. Questo dato, definito da De Palma come “una spia allarmante”, evidenzia una crisi profonda, particolarmente acuta nei reparti di emergenza-urgenza. «Le fughe dal pubblico non si fermeranno finché non si interverrà con misure adeguate: stipendi competitivi, incentivi, condizioni di lavoro dignitose e un piano di assunzioni a lungo termine».

Le richieste del Nursing Up
Il sindacato insiste sulla necessità di:

Adeguare le retribuzioni degli infermieri agli standard europei.
Introdurre incentivi economici e professionali.
Garantire condizioni lavorative dignitose e sicurezza nei reparti.
Varare un piano nazionale di assunzioni, per ridurre il carico di lavoro e aumentare la qualità dei servizi.
De Palma conclude con un appello: «Fino a quando queste misure strutturali saranno rimandate, l’Italia continuerà a spendere per soluzioni emergenziali che non affrontano il problema. Serve un cambio di rotta immediato».

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