Settimana cruciale per l’Ue nei colloqui sui dazi USA

Meloni a Washington, dazi sospesi per 90 giorni da Trump

Si apre una settimana determinante per i rapporti commerciali tra Unione Europea e Stati Uniti, in seguito alla sospensione temporanea delle tariffe decise dall’amministrazione di Donald Trump. Il presidente americano ha annunciato lo scorso 2 aprile l’introduzione di dazi del 20% sulle importazioni europee. Tuttavia, l’applicazione delle misure è stata rinviata di 90 giorni, aprendo uno spazio per il confronto tra le parti.

Oggi il commissario Ue al Commercio, Maros Sefcovic, è a Washington per iniziare ufficialmente i colloqui con la Casa Bianca. L’obiettivo è trovare un’intesa che eviti una nuova escalation sul fronte commerciale. “Vediamo come procederanno i negoziati”, ha detto il portavoce della Commissione, Olof Gill, precisando che “tutte le opzioni restano aperte” se non emergeranno risultati positivi.

Nel frattempo, si intensificano anche i contatti politici. La premier Giorgia Meloni sarà giovedì a Washington per un incontro diretto con Trump, mentre venerdì riceverà a Palazzo Chigi il suo vice, J.D. Vance. Le relazioni tra Italia e Stati Uniti vengono così rafforzate anche a livello bilaterale, nel quadro di una strategia più ampia di collaborazione transatlantica.

Il negoziato, però, non si presenta facile. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenendo alla scuola politica della Lega, ha avvertito che “gli interessi sono diversi e ognuno cerca di tutelare i propri”. Per Giorgetti sarà fondamentale trovare un equilibrio che tenga conto delle esigenze di entrambe le sponde dell’Atlantico. Anche lui sarà a Washington nei prossimi giorni per un incontro con il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent.

Le tariffe annunciate dagli Stati Uniti hanno provocato, nei primi giorni di aprile, turbolenze significative sui mercati finanziari globali. Dopo l’annuncio del 2 aprile, le borse hanno registrato cali diffusi. Una settimana dopo, però, è arrivata una sospensione temporanea di 90 giorni per avviare un confronto con i partner. Fa eccezione la Cina, colpita da un aumento dei dazi fino al 145%. Una nuova modifica è arrivata il 12 aprile, con l’esenzione temporanea per smartphone e computer, ma solo per alcuni modelli e per un periodo limitato.

In questo contesto l’Italia può svolgere un ruolo chiave come punto di collegamento tra le posizioni europee e quelle americane. Lo stesso Giorgetti ha ribadito che a livello internazionale “molti partner europei osservano con attenzione le posizioni italiane”, riconoscendo al governo di Roma una potenziale funzione di mediazione.

Il confronto non si limita al tema dei dazi. La Commissione Europea intende discutere anche della tassazione internazionale. Il ministro dell’Economia ha spiegato che la cosiddetta global minimum tax è ancora ferma, dopo essere stata accantonata dalla precedente amministrazione americana. “Dobbiamo lavorare per una regolamentazione condivisa anche sul web”, ha aggiunto, riferendosi alla digital tax già operativa in Italia.

Un altro elemento citato da Giorgetti riguarda il tema valutario. Secondo il ministro, esistono “dazi impliciti” legati alle fluttuazioni delle monete, che influenzano la competitività dei diversi sistemi economici. Ha ricordato che questo aspetto dipende anche dalle scelte della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea, sottolineando che “valute e fisco sono due gambe fondamentali del negoziato”.

Secondo Giorgetti, è necessario inquadrare l’intera vicenda in uno scenario più ampio. L’impatto delle politiche commerciali di Trump rischia infatti di produrre un nuovo assetto dell’economia globale. “Il sistema attuale va ripensato, il Wto non è più uno strumento efficace”, ha dichiarato, paragonando la situazione attuale a “una fase di transizione che potrebbe generare un nuovo ordine mondiale”.

In questa fase, la posizione dell’Italia punta a mantenere un legame forte con Washington, senza però perdere di vista la coesione europea. Nei prossimi giorni, le mosse dei principali attori politici ed economici definiranno le prospettive future del commercio tra le due sponde dell’Atlantico. L’esito dei colloqui in corso potrà incidere non solo sulle relazioni bilaterali, ma anche sull’equilibrio complessivo delle politiche internazionali.

L’Unione Europea, per ora, attende segnali concreti da parte degli Stati Uniti, valutando se la sospensione dei dazi sia l’inizio di un’intesa duratura o solo una tregua momentanea in una disputa più ampia.

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