Santorini in fuga: terremoto, supervulcano e paura nell’Egeo
Santorini in fuga – L’isola di Santorini, gioiello del turismo greco, sta vivendo giorni di apprensione a causa di un intenso sciame sismico. In soli tre giorni, sono state registrate circa 200 scosse di terremoto, alcune di magnitudo superiore a 4.0, che hanno scosso l’arcipelago delle Cicladi e alimentato la paura di un evento sismico ancora più potente.
La terra trema incessantemente, con scosse che si susseguono a ritmo serrato, tanto da spingere molti turisti e residenti a lasciare l’isola. Traghetti e voli supplementari sono stati organizzati per far fronte alla crescente richiesta di partenze.
Le scuole delle isole di Santorini, Anafi, Ios e Amorgos rimarranno chiuse fino a venerdì, in via precauzionale, a causa dell’intensa attività sismica. La decisione è stata presa dal Comitato scientifico per la valutazione del rischio sismico (OASP), presieduto dal ministro greco per il Cambiamento climatico e la Protezione civile, Vasilis Kikilias.
L’allerta è massima anche in Turchia, dove il presidente Erdogan ha invitato la popolazione a prepararsi a potenziali emergenze, soprattutto a Istanbul e nelle province occidentali, a causa dell’aumento dei terremoti nel Mar Egeo.
Le autorità greche e turche raccomandano di evitare grandi assembramenti all’interno degli edifici, di allontanarsi da strutture abbandonate e dalle località costiere a rischio di frane e caduta massi. In caso di forte terremoto, è fondamentale evitare di rimanere sulla costa.
La paura è alimentata anche dalla consapevolezza che Santorini si trova in una zona ad alto rischio sismico e vulcanico. L’isola ospita il vulcano di Santorini, noto come Thira, e nelle vicinanze si trova il supervulcano Kolumbo, un gigante dormiente che potrebbe risvegliarsi da un momento all’altro.
Gli esperti sottolineano che le scosse di terremoto che stanno interessando l’Egeo sono di origine tettonica, ma il rischio di tsunami non è da escludere. Secondo l’osservatorio turco di Kandilli, scosse di magnitudo superiore a 6 potrebbero generare onde alte fino a 7 metri, in grado di colpire le coste greche e turche.
La situazione è in continua evoluzione, con la comunità scientifica che monitora costantemente l’attività sismica e vulcanica. Le autorità sono pronte a mettere in atto ulteriori misure di sicurezza e di evacuazione, qualora la situazione dovesse peggiorare.
