Protesta nazionale per 200mila operatori senza rinnovo da anni
Si preannuncia una mobilitazione generale domani per i professionisti della sanità privata e delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA). In un’azione congiunta a livello nazionale, i lavoratori incroceranno le braccia per rivendicare il rinnovo di accordi lavorativi fermi rispettivamente da sei e tredici anni. L’iniziativa di protesta, che culminerà con un presidio presso la sede della Regione Lazio, giunge a seguito del fallimento di ogni tentativo di conciliazione tra le parti.
Le organizzazioni sindacali denunciano la condotta di AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata) e ARIS (Associazione Religiosa Istituti Sociosanitari), considerate responsabili del perdurante stallo negoziale. Le associazioni datoriali, secondo quanto riportato, subordinano l’avvio delle trattative alla completa copertura dei costi da parte delle istituzioni governative e regionali. Questa richiesta è definita inaccettabile, in quanto la responsabilità della negoziazione ricade sulle rappresentanze delle strutture private che operano in regime di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale, senza che il rischio d’impresa possa ricadere sui lavoratori o sulla collettività.
La decisione di AIOP di tenere la propria Assemblea Generale ad Atene, in coincidenza con la giornata di sciopero, è stata criticata come un segnale di disinteresse verso le istanze delle centinaia di migliaia di lavoratori che domani protesteranno in tutta Italia. La situazione attuale lascia oltre 200mila figure professionali senza un riferimento contrattuale aggiornato. Le sigle sindacali sottolineano come il lavoro svolto in queste strutture, pur essendo di natura privata, costituisca un servizio pubblico integrativo del Servizio Sanitario Nazionale. Si invocano, pertanto, criteri stringenti per l’accreditamento, che impongano a chi beneficia di finanziamenti pubblici di garantire retribuzioni e condizioni lavorative eque, in linea con quanto previsto per la sanità pubblica. Viene infine richiesto alle Regioni un ruolo attivo nell’applicazione di questi obblighi.
