Il vicepremier apre alla possibilità di tornare al Viminale
Matteo Salvini è stato confermato segretario federale della Lega fino al 2029, al termine del congresso nazionale tenutosi alla Fortezza da Basso di Firenze. Si tratta del terzo mandato consecutivo, in carica dal 2013, ottenuto in un contesto in cui il partito ha adottato un nuovo statuto che rafforza la durata della leadership. Salvini ha rilanciato la sfida politica interna alla maggioranza, lasciando intendere la possibilità di un suo ritorno al Ministero dell’Interno, attualmente guidato da Matteo Piantedosi.
Durante il suo intervento, durato circa un’ora, il leader leghista ha ribadito il proprio sostegno al ministro in carica, definendolo “un amico e persona affidabile”, ma ha anche dichiarato che discuterà della questione con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mostrando apertura a un eventuale cambio al vertice del Viminale. “Con serenità parlerò sia con Matteo che con Giorgia“, ha dichiarato Salvini, accennando a un possibile avvicendamento che i dirigenti del suo partito sostengono apertamente.
A rafforzare questa prospettiva, l’ipotesi ventilata dai leghisti è che Piantedosi possa candidarsi alla presidenza della Regione Campania nelle prossime elezioni regionali. Tuttavia, la proposta viene accolta con freddezza dagli alleati. Dal vertice del governo non è giunta alcuna reazione ufficiale. La stessa premier Meloni ha inviato un videomessaggio di meno di cinque minuti, senza menzionare l’ipotesi di rimpasto. Nel messaggio, la presidente ha ribadito la volontà di proseguire il lavoro dell’esecutivo “fino al termine della legislatura”, senza riferimenti specifici alla linea proposta dalla Lega.
Anche tra le altre forze della maggioranza, il messaggio è chiaro. Il deputato di Forza Italia Raffaele Nevi ha commentato: “Ognuno è libero di chiedere ciò che vuole, ma per noi l’assetto di governo funziona e non ci sono motivi per modificarlo”. Sulla stessa linea il rappresentante di Fratelli d’Italia Marco Osnato, che ha condiviso la posizione del governatore leghista Massimiliano Fedriga, secondo cui Piantedosi “sta lavorando molto bene”.
Nel corso del congresso, Salvini ha sottolineato il ruolo centrale della Lega all’interno della coalizione di centrodestra, ricordando che il partito rappresenta attualmente la seconda forza della maggioranza. “Vogliamo tornare primi”, ha affermato, rivolgendosi ai delegati e militanti presenti in sala. Applausi e cori si sono levati quando il leader ha affermato di essere “a disposizione del Paese e del partito”, mentre dal palco riceveva il sostegno dei capigruppo Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, tra i promotori della mozione per il suo ritorno al Viminale.
Il congresso ha rappresentato anche un’occasione per rafforzare l’identità della Lega come partito nazionale. Il nuovo statuto prevede, tra le altre novità, l’introduzione di un quarto vicesegretario. Al momento non sono state ufficializzate le nomine. Tra gli annunci più simbolici della giornata, la consegna della tessera di partito al generale Roberto Vannacci, applaudito da una parte della platea. Il gesto è stato accompagnato da un messaggio di apertura verso nuove adesioni che consolidino il progetto leghista sul piano nazionale.
Presente in collegamento video anche Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, che ha espresso sostegno alla linea politica di Salvini, paragonando la propria battaglia a quella “pacifica” di Martin Luther King. L’intervento ha sottolineato la volontà di rafforzare i legami tra le forze sovraniste europee in vista delle elezioni continentali.
Nonostante i segnali interni di rafforzamento, la proposta avanzata dal segretario federale resta in attesa di un confronto politico più ampio. I prossimi giorni saranno decisivi per comprendere se l’ipotesi di un cambio al Ministero dell’Interno potrà trovare spazio all’interno degli equilibri dell’esecutivo. Per ora, la linea prevalente tra gli alleati sembra essere quella della continuità. Resta invece salda la leadership di Salvini nel partito, legittimata da un mandato che lo porterà, salvo imprevisti, alla guida della Lega fino al 2029.
