Kiev pronta a negoziare, ma respinge proposta di pace USA
I colloqui di pace previsti oggi a Londra tra Ucraina, Russia e rappresentanti internazionali sono stati annullati a causa di divergenze sull’agenda delle trattative. La delegazione ucraina, infatti, ha insistito per discutere esclusivamente una tregua di 30 giorni, rifiutando la proposta di pace ultimativa presentata dall’amministrazione di Donald Trump. Secondo una fonte americana, la proposta, che include il riconoscimento dell’annessione della Crimea da parte della Russia e altri vantaggi per Mosca, è stata ritenuta sbilanciata e inaccettabile da parte ucraina. La delegazione di Kiev ha definito la proposta come favorevole solo alla Russia, mentre gli accordi a favore dell’Ucraina risultano vaghi e poco chiari.
Yuliia Svyrydenko, vice primo ministro ucraino, ha ribadito che l’Ucraina è pronta a negoziare, ma non a cedere territori o riconoscere la Russia come legittima detentrice della Crimea. “Non ci sarà alcun accordo che fornisca alla Russia il vantaggio necessario per riorganizzarsi e intensificare il conflitto”, ha scritto su X (ex Twitter), aggiungendo che il primo passo dovrebbe essere un cessate il fuoco totale in tutte le aree di conflitto, comprese le terre, l’aria e il mare.
La proposta elaborata da Washington ha l’obiettivo di fermare il conflitto, ma prevede significative concessioni da parte dell’Ucraina. Oltre al riconoscimento della Crimea come parte della Russia, la proposta implica l’impegno dell’Ucraina a non aderire alla NATO e un alleggerimento delle sanzioni contro la Russia. Il vice presidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha descritto la proposta come una soluzione per fermare il conflitto, indicando che tanto gli ucraini quanto i russi dovrebbero cedere parte dei territori sotto il loro controllo attuale.
L’annullamento dell’incontro di Londra ha sollevato ulteriori preoccupazioni sulla disponibilità delle parti a raggiungere una pace duratura. Nonostante l’annuncio di Andriy Yermak, capo dell’ufficio presidenziale ucraino, di voler continuare gli sforzi per un cessate il fuoco, la situazione rimane tesa. Yermak ha precisato che, nonostante il rinvio, l’Ucraina è determinata a lavorare per una “pace giusta e sostenibile”, criticando la Russia per il suo rifiuto di un cessate il fuoco incondizionato e per il tentativo di manipolare i negoziati.
Secondo fonti diplomatiche, la decisione di rinviare la riunione è stata anche influenzata dalla difficoltà di coordinare una posizione comune tra gli alleati occidentali dell’Ucraina. Il Segretario di Stato americano Marco Rubio, inizialmente previsto per partecipare, ha annullato la sua partecipazione, seguito dal consigliere della Casa Bianca Steve Witkoff. Nonostante ciò, sono giunti a Londra alcuni rappresentanti europei, tra cui il consigliere diplomatico francese Emmanuel Bonne e il capo dell’ufficio presidenziale ucraino Andriy Yermak.
Intanto, le trattative tra Stati Uniti e Russia continuano, con l’annuncio da parte di Sergei Lavrov, ministro degli Esteri russo, che un nuovo round di colloqui tra le due potenze è previsto “presto”. Mosca, nel frattempo, ha cercato di spiegare che il rinvio della riunione è stato dovuto a una spaccatura tra gli alleati occidentali dell’Ucraina, che non sono riusciti a trovare un’intesa su alcuni punti fondamentali.
Stando alle indiscrezioni riportate dal Guardian, la Russia sarebbe disposta a rinunciare alle sue rivendicazioni su alcune parti dell’Ucraina non ancora occupate, in cambio di un riconoscimento della Crimea come territorio russo. Tuttavia, Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina, ha affermato che il governo degli Stati Uniti non ha mai presentato tale proposta a lui e che il paese non può accettare un simile accordo, ritenendolo incompatibile con la sua integrità territoriale.
Il piano in discussione, secondo fonti, prevederebbe una cessazione delle ostilità lungo le linee del fronte attuale, senza che l’Ucraina sia costretta a riconoscere l’occupazione russa come legittima. Tuttavia, nonostante questa apertura, le violazioni della tregua di Pasqua segnalate dall’Ucraina hanno alimentato lo scetticismo in Europa riguardo alla reale volontà di Vladimir Putin di porre fine alla guerra.
Gli sviluppi odierni si inseriscono in un contesto di crescente impazienza tra le potenze occidentali, con la proposta di pace di Trump che si fa sempre più critica. Durante un incontro a Parigi la settimana scorsa, Rubio aveva dichiarato che il presidente Trump era pronto a concentrarsi su altre priorità, se il processo di pace non avesse fatto progressi significativi in tempi brevi. A Londra, dunque, il futuro dei negoziati appare incerto, mentre le tensioni sul campo di battaglia non accennano a diminuire.
In conclusione, mentre le trattative internazionali per porre fine alla guerra in Ucraina si trovano in una fase di stallo, l’Ucraina continua a ribadire la sua disponibilità a negoziare ma rifiuta qualsiasi proposta che possa compromettere la sua sovranità e integrità territoriale. La comunità internazionale, da parte sua, si trova di fronte alla sfida di trovare un terreno comune per un accordo che possa soddisfare entrambe le parti, senza sacrificare i principi fondamentali di giustizia e sicurezza.
