Protesta davanti ai Ministeri: stop all’uccisione dei pulcini maschi
Protesta davanti ai Ministeri – Questa mattina, Animal Equality ha organizzato una manifestazione a Roma, davanti al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e al Ministero della Salute, per sollecitare il governo ad attuare integralmente la legge del 2022 che vieta l’uccisione dei pulcini maschi nell’industria delle uova. Gli attivisti hanno esposto striscioni e cartelli per chiedere interventi concreti e denunciare l’inattività istituzionale, che rischia di rendere inefficace una normativa definita “storica”.
Legge 2022: un divieto ancora non attuato
La legge n. 127 del 4 agosto 2022 stabilisce il divieto di abbattimento dei pulcini maschi entro il 2026. Tuttavia, la mancata adozione di decreti attuativi rischia di lasciare il provvedimento privo di efficacia. Il termine per l’adozione di queste disposizioni era fissato al 7 aprile 2024, ma al momento non risultano piani concreti per garantire il rispetto della normativa.
Secondo Animal Equality, ogni anno in Italia vengono eliminati oltre 30 milioni di pulcini maschi, considerati scarti produttivi. Questi animali vengono triturati vivi o gassati poche ore dopo la nascita, una pratica che gli attivisti definiscono “dolorosa e inaccettabile”.
Dichiarazioni e richieste
Ombretta Alessandrini, responsabile delle Campagne di Animal Equality Italia, ha dichiarato:
“Esiste una legge che vieta l’abbattimento dei pulcini maschi, eppure, senza i decreti attuativi, questo divieto rimane solo sulla carta. Milioni di animali continuano a essere uccisi in modo crudele perché l’industria li considera inutili. Chiediamo al governo di rispettare il proprio mandato e di tutelare sia gli animali sia i cittadini che hanno sostenuto questa battaglia.”
Gli attivisti chiedono inoltre l’implementazione di tecnologie di ovosessaggio, che consentono di identificare il sesso dell’embrione prima della schiusa delle uova, evitando così l’uccisione dei pulcini una volta nati.
Tecnologie e ostacoli economici
Il decreto attuativo della legge prevede l’introduzione di queste tecnologie innovative, ma mancano ancora i fondi per supportare la transizione delle aziende del settore. Gli incubatoi dovrebbero essere adattati per integrare i nuovi sistemi, un’operazione che richiede investimenti significativi.
Ad aggravare la situazione, gli attivisti sottolineano l’assenza di misure per ricollocare i pulcini maschi, una delle soluzioni previste dalla normativa per evitare l’abbattimento.
Interrogazioni parlamentari
Alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, tra cui Alessandro Caramiello, Sergio Costa e Susanna Cherchi, hanno recentemente presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al governo come intenda attuare il divieto. Tra i temi affrontati vi sono l’etichettatura dei prodotti, l’adozione delle tecnologie di ovosessaggio e l’adeguamento degli incubatoi.
La petizione e il sostegno dei cittadini
Nel 2020, Animal Equality aveva lanciato una petizione contro l’uccisione dei pulcini maschi, raccogliendo oltre 110 mila firme. Questo sostegno ha contribuito all’approvazione della legge, ma il ritardo nell’attuazione ha sollevato critiche da parte di associazioni e cittadini.
Conclusioni
Gli attivisti di Animal Equality continueranno a monitorare la situazione e a sollecitare il governo affinché rispetti le scadenze previste dalla legge. “Non possiamo permettere che questa battaglia, frutto di un impegno condiviso tra cittadini e istituzioni, venga vanificata dall’inerzia politica”, ha concluso Alessandrini.
