Nuova intesa per supporto a minori vittime di eventi violenti
È stato siglato oggi un accordo strategico tra la Polizia di Stato e la Fondazione “Le Stelle di Marisa” ETS. L’intesa mira a stabilire procedure congiunte per sostenere i cosiddetti “orfani speciali”, minori che hanno perso uno o entrambi i genitori a causa di eventi violenti, in particolare femminicidi.
Il protocollo, firmato per la Polizia di Stato dal Prefetto Alessandro Giuliano, Direttore Centrale Anticrimine, rappresenta una sinergia operativa cruciale. L’obiettivo primario è offrire assistenza efficace a questi orfani e alle loro famiglie affidatarie, mitigando gli impatti traumatici profondi che tali eventi lasciano sui minori. Per ottimizzare la gestione dei casi, la Fondazione potrà contare sulla consulenza di un esperto della Polizia di Stato, incaricato di facilitare la comunicazione con le autorità competenti, come Prefetture e Procure.
L’iniziativa intende anche familiarizzare gli “orfani speciali” e le loro famiglie affidatarie con gli uffici di polizia giudiziaria coinvolti nelle fasi iniziali di queste tragiche circostanze. A tal fine, verranno organizzate sessioni formative per il personale della Polizia di Stato a livello locale, al fine di diffondere i contenuti del protocollo e sensibilizzare riguardo le necessità specifiche di questi minori e delle loro famiglie.
La Fondazione “Le Stelle di Marisa” opera individuando e ingaggiando professionisti locali, attraverso la propria Direzione Scientifica, per rispondere alle esigenze specifiche di ogni minore. La Fondazione non gestisce direttamente gli orfani, ma garantisce un’assistenza completa in loco, che include supporto legale e psicologico specialistico. Laddove necessario, è previsto anche un sostegno economico, con un’attenzione particolare a favorire percorsi di studio, orientamento universitario e inserimento professionale per i giovani coinvolti.
Il progetto include inoltre la condivisione di strategie mirate alla prevenzione della violenza e all’intervento precoce in situazioni di rischio, anche attraverso l’identificazione di “best practices”. L’obiettivo è costruire un sistema di rete solido tra enti privati e forze dell’ordine, essenziale per contrastare la cultura della violenza attraverso un profondo cambiamento culturale. Si punta a educare le nuove generazioni al rispetto reciproco e a formare adulti capaci di riconoscere e denunciare i segnali d’allarme tempestivamente. Fondamentale, infine, è non lasciare soli i figli delle vittime di femminicidio, spesso vittime silenziose e invisibili.
