Periferie italiane, il riscatto corre veloce sui social

Oltre 7,8 milioni di interazioni online in un anno

Le periferie italiane si riscattano anche online, diventando protagoniste di storie virali di impegno sociale e rigenerazione culturale. Lo rivela un’analisi condotta da Socialcom tramite la piattaforma Socialdata, che ha monitorato i contenuti social da agosto 2024 a luglio 2025. I dati sono stati presentati al Meeting di Rimini. Nel periodo analizzato, le periferie hanno generato 486.000 post e 7,8 milioni di interazioni tra like, condivisioni e commenti. Non solo cronaca nera, ma anche iniziative virtuose e racconti positivi di trasformazione sociale hanno alimentato il dibattito pubblico online, spingendo all’attenzione dell’opinione pubblica quartieri spesso dimenticati.

Le periferie più citate sui social nel periodo sono state Corvetto (Milano), per il caso mediatico del 19enne Ramy Elgaml, morto durante un inseguimento con i carabinieri; seguono Scampia, Quartieri Spagnoli e Secondigliano a Napoli. Il capoluogo campano domina la classifica, con anche Ponticelli al settimo posto. A Roma, il Quarticciolo è tra le zone più menzionate, spesso in relazione a episodi di spaccio. A Milano figura anche Lambrate, dopo l’accoltellamento di un poliziotto da parte di un cittadino extracomunitario. Tra le città medie, spiccano lo Zen di Palermo, recentemente al centro delle cronache perché luogo d’origine dell’autore della strage di Monreale; la Barriera di Milano a Torino, diventata virale per il caso di un cane abbandonato; e Bolognina a Bologna, storicamente al centro di progetti di rigenerazione.

Secondo Socialcom, la reputazione delle periferie è estremamente variegata. Alcune zone, come Corvetto, Quarticciolo, Zen e Barriera di Milano, restano associate a fenomeni negativi, ma altrove si impongono narrazioni positive legate alla cultura e alla trasformazione urbana.

Il caso di Napoli è emblematico: le sue periferie emergono con un sentiment prevalentemente positivo, grazie a progetti di riqualificazione, laboratori artistici, eventi pubblici e iniziative scolastiche. Le scuole, in particolare, diventano spesso epicentro di rigenerazione: luoghi in cui si costruisce il futuro, coinvolgendo bambini, genitori e comunità intera.

Nel racconto social, accanto alle criticità, emergono anche le azioni concrete: festival, concerti, murales, restauri architettonici, piazze animate, tutte occasioni per rinsaldare l’identità culturale dei quartieri. Si moltiplicano gli eventi che contribuiscono a creare senso di appartenenza: il teatro, gli spettacoli, gli sport di strada, ma anche le politiche di vita culturale. Sono da queste scene che nascono storie virali di riscatto, capaci di generare decine di migliaia di interazioni. Si tratta sia di persone originarie delle periferie diventate celebri — come l’attrice Rosa Ricci dei Quartieri Spagnoli (raccontata da Rolling Stone) o la Dj Deborah De Luca, nata a Scampia — sia della rigenerazione urbana”, osserva Socialcom. Due esempi simbolo sono: “Le Vele di Scampia, oggetto di riqualificazione raccontata con grande successo dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni e da Will Ita – sottolinea Socialcom – Una nuova piazza a Corviale, resa virale dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che ha realizzato un popolare video giocando a basket con i ragazzi del posto”.

“Le periferie non sono solo teatri di cronaca nera, ma vivaci laboratori di identità, cultura e rigenerazione – spiega Luca Ferlaino, presidente di Socialcom – Le narrazioni che nascono dalle Vele di Scampia o da Corviale dimostrano che questi territori possono diventare simboli di riscatto, creando storie virali di impegno collettivo e creatività”. “Poi momenti di aggregazione sociale come i festival e opere di riqualificazione urbana come i murales, il coinvolgimento dei sindaci, la valorizzazione storica e identitaria. Questi luoghi diventano palcoscenici di cultura e impegno sociale: in primis le scuole, poi eventi e concerti, il teatro e gli spettacoli sono i focus principali che costruiscono identità e consapevolezza.

(Red-Cro/Adnkronos)

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