Nuovo tessuto giapponese infinitamente riciclabile conquista la moda
Nuovo tessuto – In Giappone, nuovi stili alla moda sfruttano un tessuto infinitamente riciclabile prodotto da microrganismi, un filato unico che potrebbe ridurre i circa 7 milioni di tonnellate di rifiuti di abbigliamento prodotti annualmente dall’UE. Benvenuti a Green Japan, dove esploriamo come questo materiale innovativo possa avvicinarci a un modello di economia circolare nella moda.
Siamo in Italia per incontrare alcuni marchi di lusso che stanno già utilizzando questo materiale. Ma prima, facciamo un salto in Giappone, dove il tessuto viene prodotto.
Nel Giappone nord-occidentale, noto per il cibo raffinato e la tradizione della seta, una fabbrica produce una nuova classe di tessuto chiamato proteina covata, realizzato da microrganismi in vasche di metallo. Lo scienziato giapponese Kazui Seiyama ha impiegato 20 anni per perfezionare il processo di produzione della proteina BR. Questo materiale, simile a lana, cashmere o seta, appare come un filo color crema pallido.
I ricercatori stanno trovando modi per nutrire i microbi con scarti agricoli e abiti dismessi. In Europa, un tradizionale mulino tessile italiano utilizza già la proteina covata. Zegna Baruffa Lane Borgosesia, nota per la sua lana pregiata, ora produce un nuovo filato con il 70% di lana e il 30% di proteine fermentate.
Il CEO Lorenzo Pantini afferma che l’azienda sta iniziando a commercializzare questo filato misto con una produzione di alcune migliaia di kg nel 2025. Prevedono una crescita a due cifre, poiché la domanda di soluzioni sostenibili è forte. Diversi marchi di moda giapponesi commercializzano già abiti che incorporano questi materiali micro-prodotti.
Nel Fashion Hub europeo di Milano, il gruppo che possiede marchi come Gucci e Saint Laurent sta studiando come utilizzarlo nel suo laboratorio di innovazione dei materiali. Il direttore Christian Tubito vede le proteine della covata aggiungere durevolezza e un tocco sportivo a cappotti, sciarpe e accessori.
Per Christian, toccare questi materiali è come aprire un mondo di possibilità da esplorare e indagare. Parte del processo consiste nel collaborare con l’esperto di sostenibilità di Spiber, Kenji Higashi, nell’alleanza Biocircular Materials Alliance. Questo è un progetto del settore per creare abiti pronti per il riciclaggio da parte di microrganismi.
Si stanno cercando di comprendere quali combinazioni di materiali e sostanze chimiche possano essere riciclate, quali fibre possano essere separate e quali coloranti siano compatibili con la circolarità. Le sfide tecniche sono molte, ma la visione è quella di un riciclaggio innovativo in cui i biomateriali vengano continuamente rigenerati.
Il riciclaggio meccanico ha molte limitazioni, ma con queste nuove tecnologie capaci di riprodurre materiali vergini, l’ambizione è alta per l’industria della moda.
