Folla commossa per i funerali, 250mila presenti a San Pietro
Con una solenne cerimonia, Roma ha dato l’estremo saluto a Papa Francesco. I funerali si sono aperti con la processione di cardinali e vescovi, seguita dall’ingresso del feretro, portato a spalla dai sediari e accolto da un lungo e commosso applauso. Alcuni fedeli hanno invocato il nome di Francesco, altri hanno salutato il Pontefice con gesti di devozione, mentre sulla piazza si diffondevano i canti sacri.
Sulla bara, adagiata sul sagrato della Basilica di San Pietro, è stato deposto un Vangelo aperto dal Maestro delle cerimonie, monsignor Diego Ravelli, e dal segretario personale del Papa, don Daniel Pellizzon. Secondo la Santa Sede, circa 250mila persone hanno partecipato alle esequie, con la sola piazza gremita da 50mila fedeli, raggiunto il limite massimo di capienza stabilito dalla Questura.
L’omelia è stata pronunciata dal cardinale decano Giovanni Battista Re, che ha ricordato la dedizione di Francesco, sottolineando la scelta del Pontefice di seguire fino all’ultimo l’esempio del buon Pastore. Durante il discorso, i fedeli hanno nuovamente applaudito, in particolare quando è stato rievocato l’impegno di Francesco per la pace, l’attenzione ai migranti e il sostegno ai poveri.
Il cardinale Re ha ripercorso la vita di Bergoglio prima del pontificato: gli anni nella Compagnia di Gesù, i ventuno anni di ministero a Buenos Aires come vescovo ausiliare, coadiutore e poi arcivescovo. Ha poi sottolineato il valore simbolico della scelta del nome Francesco, ispirato allo spirito di San Francesco d’Assisi.
Al termine dell’omelia, le preghiere dei fedeli sono state recitate in diverse lingue: francese, arabo, portoghese, polacco, tedesco e mandarino, a testimonianza della dimensione universale dell’evento.
Alla cerimonia erano presenti leader mondiali e alte cariche internazionali. In rappresentanza dell’Italia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il capo dello Stato Sergio Mattarella. Tra i presenti anche Donald Trump, Emmanuel Macron, Keir Starmer, il principe William, re Filippo VI di Spagna, Ursula von der Leyen e Volodymyr Zelensky. Assenti Vladimir Putin, Benjamin Netanyahu e Xi Jinping.
Due immagini storiche hanno contrassegnato la giornata: Trump e Zelensky, seduti nella Basilica, hanno avuto un breve colloquio sul conflitto in Ucraina, definito da Kiev “costruttivo”. In un altro scatto si vedono Trump, Macron, Starmer e Zelensky conversare, con il presidente francese che appoggia una mano sulla spalla del leader ucraino.
Conclusa la celebrazione, il feretro di Francesco è stato condotto fuori dalla Basilica e adagiato su una papamobile riadattata, utilizzata precedentemente in un viaggio in Oriente. Il corteo ha lasciato il Vaticano attraversando la Porta del Perugino, sfilando davanti a Casa Santa Marta e proseguendo nel centro di Roma.
Migliaia di persone si sono assiepate lungo il percorso, da piazza Venezia a via dei Fori Imperiali, fino al Colosseo, applaudendo commosse il passaggio della bara. L’arrivo a Santa Maria Maggiore ha concluso il corteo. Nella Basilica mariana, come da volontà di Francesco, il Papa è stato tumulato.
La giornata era iniziata all’alba, con l’apertura dei varchi di accesso a San Pietro. Imponenti le misure di sicurezza, con controlli rigorosi su zaini e borse e l’assistenza di volontari lungo il tragitto.
In piazza erano presenti circa quaranta delegazioni ecumeniche e religiose. Tra queste quella del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, guidata dal patriarca Bartolomeo, insieme a rappresentanze delle principali chiese ortodosse e di comunità religiose buddhiste, indù, sikh, zoroastriane e jainiste.
Prima della messa, mentre le campane suonavano a morto, i volontari distribuivano acqua ai fedeli per contrastare il caldo. Bandiere di ogni parte del mondo coloravano la piazza: Perù, Polonia, Sudafrica, Timor Est, Indonesia. Alcuni striscioni recitavano messaggi di affetto per il Pontefice, come “Il tuo sorriso resterà sempre nel nostro cuore” e “Il mondo che hai amato oggi è qui per dirti grazie”.
Particolarmente sentita la presenza di giovani, accorsi a Roma in occasione del Giubileo degli adolescenti. Tra loro anche gruppi che portavano la bandiera di Carlo Acutis, la cui canonizzazione è stata posticipata a seguito della morte del Papa.
L’afflusso dei fedeli in piazza San Pietro si è svolto senza intoppi, sotto la supervisione delle forze dell’ordine. Un unico episodio ha richiesto l’intervento della Gendarmeria vaticana: un uomo è stato fermato mentre tentava di scavalcare le transenne.
In prima fila, accanto alla bara, i membri della “famiglia” di Francesco in Vaticano: il segretario don Juan Cruz Villalon, don Manuel Pellizzon, don Fabio Salerno, l’infermiere Massimiliano Strappetti e gli aiutanti di camera Piergiorgio Zanetti e Daniele Cherubini.
La bara era stata precedentemente vegliata all’interno della Basilica dalle suore, in un clima di raccoglimento. Papa Francesco aveva chiesto di essere sepolto con le sue scarpe ortopediche nere, consumate dall’uso, rifiutando i tradizionali paramenti papali simbolo di potere.
La giornata si è conclusa con l’abbraccio silenzioso di Roma al suo Pontefice. La lunga processione, i canti, le preghiere e le testimonianze d’affetto hanno scandito l’addio a Francesco, il Papa venuto “dalla fine del mondo” che ha segnato una stagione nuova per la Chiesa cattolica.








