Luigi Ciotti: “Allerta sugli abusi di potere”

L'equilibrio tra governo e magistratura fondamentale per la democrazia

Luigi Ciotti: “Allerta sugli abusi di potere”

Luigi Ciotti – Torino, 1966. Assieme a un gruppo di amici, Luigi Ciotti muoveva i primi passi nell’ambito dell’impegno sociale. Anche se non era appassionato di musica, un successo dell’epoca riecheggiava ovunque: “Nessuno mi può giudicare”, cantata da una giovane donna bionda. Quell’immagine di ribellione risuonava tra i ragazzi “sbandati” delle periferie.

Ora, un’altra figura bionda intona lo stesso ritornello, ma senza musica e con adulti in giacca e cravatta che le fanno eco. Ciotti si scusa per l’ironia con i lettori di “lavialibera”, sottolineando che ciò che conta è l’equilibrio tra i poteri dello Stato, fondamentale per la nostra democrazia.

Abuso del potere

Nessun potere (legislativo, esecutivo, giudiziario) può dire agli altri di non essere giudicato, soprattutto alla magistratura, il cui compito è verificare la conformità delle leggi con la Costituzione e il diritto internazionale. Oggi, contestare la legittimità di una norma viene spesso visto come un abuso da parte di giudici politicizzati, ma è un atto a tutela dei cittadini. I magistrati non vogliono cambiare le leggi a piacere, ma garantire che esse tutelino i diritti delle persone.

L’attuale conflitto tra il governo italiano e la magistratura su alcune norme sull’immigrazione ne è un esempio lampante. Da una parte, una visione politica che raccoglie ampi consensi; dall’altra, la necessità di rispettare i principi di libertà e dignità umana della Costituzione italiana e dell’Unione europea.

I partiti che rappresentano la maggioranza vedono l’immigrazione come una minaccia e i migranti come nemici, senza considerare il fenomeno in un’ottica storica. Dentro al “problema” ci sono i drammi di una umanità in cammino, persone in fuga da guerre, miseria, discriminazioni o disastri ambientali.

Migranti, Luigi Ciotti: “La speranza non è un reato”

Molti elettori cadono in questa trappola ideologica, spaventati dall’impoverimento e dall’erosione dei diritti sociali. Viviamo in una società che emargina i deboli, precarizza il lavoro e lascia i giovani senza speranze. Ma non possiamo scaricare la frustrazione sui migranti né cedere a letture semplicistiche.

Le leggi che puntano a fermare le migrazioni cercano solo di spostarle altrove, spesso con grande spreco di denaro pubblico, come nel caso dei centri di accoglienza in Albania. Altre leggi fanno leva su egoismi e localismi, come la riforma sull’autonomia differenziata, sotto il controllo della magistratura.

Parte della classe politica italiana, pur invocando pene severe per i reati, tende a sottrarsi al giudizio sulle condotte private e pretende immunità. Ma ancora più grave è voler un “via libera” incondizionato per le proprie decisioni pubbliche.

Paesi sicuri per il governo Meloni. È davvero così?

Decreti, leggi e regolamenti hanno un impatto forte e immediato sulla vita dei cittadini, specialmente i più fragili. Dobbiamo essere vigili contro chi cerca di capovolgere la situazione: non è la magistratura che abusa del potere, ma un altro potere che, per propaganda, compie abusi sulla vita dei più deboli.

Minaccia d’oltreoceano

Il tema è grave, complesso e oltrepassa i confini nazionali. Nei prossimi anni, l’equilibrio tra i poteri sarà cruciale per impedire alle democrazie populiste di diventare oligarchie autoritarie o “democrature”.

Al posto della cantante dei tempi passati, oggi c’è un uomo minaccioso dall’altra parte dell’oceano che ripete: “Nessuno mi può giudicare!” Personaggi con più o meno senso delle istituzioni tengono in pugno i popoli, dall’Argentina alla Russia, fino ad altri paesi semi-dittatoriali. In Italia e nel mondo, dobbiamo cambiare la musica, dimostrando da che parte stiamo, con convinzione e impegno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts

No widgets found. Go to Widget page and add the widget in Offcanvas Sidebar Widget Area.