Il pupazzo cinese scatena il mercato e domina Hong Kong
Pop Mart, colosso cinese dei giocattoli da collezione, ha superato i 336 miliardi di dollari di capitalizzazione alla Borsa di Hong Kong, sorpassando giganti come Mattel e Sanrio. Alla base del successo, un mostriciattolo alto 20 centimetri chiamato Labubu, che ha trasformato il collezionismo in un fenomeno globale di consumo compulsivo.
Il personaggio, creato dall’artista Kasing Lung, viene venduto in ‘blind box’, scatole chiuse che celano varianti casuali. Con un prezzo iniziale di circa 20-35 euro, le versioni più rare si rivendono fino a 5.000 dollari nel mercato secondario. In Europa, non è raro trovare esemplari valutati oltre 1.000 euro, con scene di ressa e lunghe file davanti ai negozi. A Milano, in zona Chinatown, è attiva una lista d’attesa per acquistare Labubu a cifre intorno ai 400 euro.
La logica dell’incertezza alimenta una corsa collettiva alla collezione, con scambi frenetici tra appassionati su gruppi Telegram e WhatsApp. L’elemento sorpresa si trasforma in un meccanismo psicologico potente, incentivando acquisti ripetuti e il desiderio di possedere le versioni più rare. Questo ha spinto molti consumatori a trasformarsi in piccoli rivenditori, creando una rete parallela di commercio non ufficiale.
Pop Mart, fondata e guidata dal 38enne Wang Ning, ha visto esplodere i ricavi. Solo nel 2024 l’azienda ha registrato un incremento del 106,9%, raggiungendo 13,04 miliardi di yuan. La sola linea “The Monsters”, con Labubu come figura simbolo, ha generato oltre 419 milioni di dollari. Nel primo trimestre del 2025, le vendite globali sono aumentate del 170% rispetto all’anno precedente. In Nord America l’incremento ha toccato il 900%, in Europa il 600%.
Il valore azionario riflette questa crescita vertiginosa. Nella sola giornata di massimo storico, Wang Ning ha incassato 1,6 miliardi di dollari, entrando nella classifica dei 100 uomini più ricchi della Cina. Il titolo continua a crescere, e con esso anche l’impatto culturale del brand, che è passato da nicchia underground a fenomeno mainstream globale.
Il boom ha avuto anche effetti collaterali. A Londra, a seguito di episodi di violenza tra clienti durante i restock, Pop Mart ha temporaneamente sospeso la vendita dei Labubu per tutelare dipendenti e acquirenti. La domanda continua però a superare l’offerta, rendendo ogni nuova uscita un evento atteso da migliaia di fan.
In parallelo, si rafforza l’ecosistema digitale che alimenta il fenomeno. Oltre ai negozi fisici, gli utenti si organizzano in community online per scambiarsi informazioni, immagini delle serie, e coordinate per le uscite limitate. Un universo in espansione che alimenta non solo le vendite, ma un forte senso di appartenenza identitaria tra i collezionisti.
Mentre Pop Mart rafforza la propria posizione come nuova forza trainante del settore dei giocattoli, Labubu si conferma più di una moda passeggera: è un caso di studio sull’economia dell’incertezza, sulla viralità del design e sul valore crescente della cultura pop asiatica.
(Fem/Adnkronos)
