Impedito l’ingresso di oltre 5.000 lavoratori extracomunitari
Le indagini condotte dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Matera , in collaborazione con la Prefettura di Matera , hanno portato alla denuncia di 72 persone accusate di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’inchiesta, che ha visto il coinvolgimento di aziende, centri di assistenza fiscale e altri soggetti coinvolti in pratiche fraudolente, ha impedito l’ingresso illegale di 5.119 lavoratori extracomunitari . L’operazione ha preso piede grazie a una serie di attività investigative, tra cui l’incrocio di dati provenienti dalla piattaforma del Ministero dell’Interno e il supporto delle banche dati in uso al Corpo.
Le indagini, articolate in più fasi, hanno portato alla luce un sistema fraudolento che mirava a far entrare in Italia lavoratori stranieri, principalmente impiegati nei settori dell’agricoltura, dell’allevamento e del turismo. Gli inquirenti hanno scoperto che 34 aziende avevano falsamente richiesto manodopera straniera, non corrispondente alle necessità produttive dichiarate. Le istanze illecite erano state presentate attraverso la piattaforma online del Ministero dell’Interno, sfruttando la modalità del “click day” prevista dal Decreto Flussi (DPCM 27.09.2023).
L’analisi dei documenti ha rivelato l’uso di falsi certificati, dichiarazioni sostitutive e modelli fiscali manipolati, con l’intento di ottenere nulla osta per l’ingresso di cittadini extracomunitari provenienti da paesi come Bangladesh , Marocco , Pakistan , Sri Lanka , India , Senegal , Egitto e Albania . L’attività di indagine ha portato a svelare ben 5.119 istanze presentate con l’obiettivo di far entrare illegalmente sul territorio italiano altrittanti lavoratori.
In seguito a queste scoperte, i nulla osta all’immigrazione che erano stati fraudolentemente ottenuti sono stati immediatamente revocati dalla Prefettura di Matera , evitando l’ingresso di queste persone nel paese. L’azione della Guardia di Finanza ha impedito che i lavoratori irregolari potessero entrare in Italia e lavorare senza rispettare le normative vigenti.
La modalità operativa delle aziende coinvolte è stata studiata attraverso una serie di acquisizioni documentali, interrogatori e sommarie informazioni. In diversi casi, le aziende avevano richiesto un numero eccessivo di lavoratori, ben oltre le loro reali necessità. Inoltre, le false dichiarazioni inviate durante il “click day” avevano come obiettivo l’ingresso di cittadini non idonei, aggirando le regole stabilite per l’assunzione di lavoratori stranieri.
L’operazione, che si è conclusa con il deferimento di 72 persone alla Procura della Repubblica di Matera , si inserisce in un contesto di attività costante della Guardia di Finanza per contrastare l’immigrazione clandestina. La collaborazione tra gli uffici della Prefettura e i finanzieri ha avuto un ruolo fondamentale nel rafforzamento dei controlli e nella garanzia di un’efficace gestione delle procedure amministrative. La sinergia tra i vari enti ha consentito di compiere un’azione incisiva contro le pratiche illegali, salvaguardando al contemporaneo l’economia legale che necessita di manodopera straniera nel rispetto delle normative.
Il contrasto all’immigrazione clandestina rappresenta una delle priorità della Guardia di Finanza, che, con il suo impegno, intende garantire la legalità nel sistema economico e lavorativo del Paese. Le indagini di indagine sono tuttora in corso, e altre persone potrebbero essere coinvolte nelle prossime fasi dell’inchiesta.
Il ruolo della Prefettura di Matera si è rivelato cruciale non solo per la revoca dei nulla osta illegali ma anche per l’accelerazione delle operazioni di controllo. Il procedimento amministrativo ha seguito scrupolosamente i regolamenti in vigore, mantenendo alta l’attenzione sulle modalità attraverso cui le istanze sono state presentate e sulle irregolarità riscontrate.
La Guardia di Finanza ha dichiarato che i soggetti coinvolti sono sotto indagine per reati legati all’immigrazione clandestina, ma, come sempre, vige il principio di presunzione di innocenza. La colpevolezza degli accusati sarà confermata solo qualora vi sia una sentenza irrevocabile di condanna.
L’operazione dimostra ancora una volta l’impegno delle Fiamme Gialle nella lotta contro le attività illegali legate all’immigrazione clandestina e nel tutelare i settori economici che operano nel rispetto delle leggi.
L’inchiesta proseguirà con ulteriori verifiche e controlli su altre aziende e pratiche sospette, con l’obiettivo di smantellare il sistema fraudolento e ripristinare il corretto funzionamento del sistema lavorativo e migratorio.
