Trump veto ONU, Qatar accusa Netanyahu di sabotaggio
La Striscia di Gaza torna ad essere teatro di un’escalation militare devastante. Le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno lanciato un’avanzata terrestre verso Gaza City con l’obiettivo dichiarato di prendere il pieno controllo dell’area, mentre la popolazione civile abbandona in massa le proprie abitazioni. Secondo quanto riferito dallo stesso esercito israeliano, oltre 480.000 palestinesi hanno lasciato la città, spostandosi verso sud. Una crisi umanitaria che si aggrava di ora in ora. Il portavoce dell’IDF in lingua araba, Avichay Adraee, ha pubblicato un messaggio su X (ex Twitter), avvertendo i residenti rimasti nella città di prepararsi al peggio: “Agiremo con una forza senza precedenti contro Hamas e le organizzazioni terroristiche.” La principale arteria di fuga, Salah al-Din Road, è stata dichiarata chiusa, mentre l’unica via di evacuazione rimasta aperta è Al-Rashid Street, lungo la costa. “Cogliete questa opportunità per mettervi in salvo”, ha scritto Adraee, invitando i civili a unirsi ai “centinaia di migliaia” che già hanno cercato rifugio più a sud.
Secondo le stime delle Nazioni Unite, oltre un milione di persone vivevano a Gaza City e nei sobborghi alla fine di agosto. Se il dato diffuso da Israele è confermato, significa che quasi la metà degli abitanti ha già abbandonato la città nel giro di poche settimane. La crisi umanitaria, già drammatica, sembra destinata a peggiorare. Le ONG presenti sul campo denunciano la scarsità di acqua potabile, cibo e forniture mediche, aggravata dall’impossibilità di far arrivare aiuti a causa delle operazioni militari e delle chiusure dei valichi.
Dall’estero, non si è fatta attendere la reazione del Qatar, paese che negli ultimi anni ha ricoperto un ruolo centrale come mediatore tra Hamas e Israele. In un duro editoriale pubblicato sul Washington Post, Mohammed bin Abdulaziz Al-Khulaifi, ministro di Stato qatariota per gli Affari Esteri, ha accusato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di aver messo a rischio l’intero processo diplomatico.
“Mai nella storia moderna una parte negoziale ha attaccato un paese mediatore”, scrive Al-Khulaifi, riferendosi ai recenti attacchi israeliani a esponenti di Hamas presenti a Doha. “Le spiegazioni di Netanyahu sono un insulto all’intelligenza. Ha paragonato l’attacco al nostro Paese alla caccia di Osama bin Laden e agli interventi francesi in Africa. Sono distorsioni inaccettabili.” Il ministro ha sottolineato come, al contrario, gli Stati Uniti non abbiano mai colpito gli uffici talebani in Qatar durante i negoziati.
Per il Qatar, l’attacco costituisce una violazione della sovranità e una minaccia concreta alla diplomazia. “Se i mediatori possono essere bombardati impunemente, chi ospiterà i prossimi colloqui di pace?”, si chiede il ministro. “Senza canali sicuri, resta solo la forza bruta.”
Nel frattempo, Israele ha chiuso il valico di Allenby con la Giordania, usato dai palestinesi della Cisgiordania, a seguito di un attacco mortale: un giordano alla guida di un camion di aiuti ha travolto e ucciso due soldati israeliani. Chiuso anche il Jordan River Crossing, mentre resta parzialmente operativo il valico di Eilat. Le autorità israeliane parlano di motivi di sicurezza, ma le conseguenze per la mobilità e per il flusso degli aiuti sono pesanti.
In un attacco aereo nel nord della Striscia, l’aeronautica israeliana ha eliminato Sim Mahmoud Yousef Abu al-Kheir, vice capo dell’intelligence del battaglione al-Bureij di Hamas. Secondo il portavoce dell’esercito, era responsabile della pianificazione e della realizzazione di operazioni contro lo Stato di Israele. Ma il bilancio umano resta drammatico. Secondo il Ministero della Sanità di Gaza, gestito da Hamas, almeno 33 palestinesi sono stati uccisi nelle ultime 24 ore. A questi si aggiungono quattro decessi per malnutrizione, incluso un minore. Il totale delle vittime causate dalla fame sale così a 440, tra cui 147 bambini.
A rendere ancora più infuocato il clima nella regione, le dichiarazioni incendiarie del ministro della Difesa israeliano Israel Katz, che ha promesso vendetta contro Abdul-Malik al-Houthi, leader del movimento sciita yemenita. “Il tuo momento arriverà. Ti unirai agli altri membri dell’asse del male negli abissi dell’inferno”, ha scritto Katz su X. “La bandiera Houthi sarà sostituita da quella israeliana, che sventolerà sulla capitale dello Yemen unificato”. Il riferimento è agli attacchi con droni e missili che gli Houthi hanno lanciato contro Israele, incluso un attacco recente a un hotel a Eilat. Le IDF hanno reagito uccidendo, in un raid del 28 agosto, il primo ministro del governo Houthi e 11 ministri.
Anche il Libano torna al centro delle tensioni. Secondo fonti locali, un drone israeliano ha colpito un veicolo vicino all’ospedale di Tebnine, nel sud del Paese. Il bilancio è di un morto e tre feriti, ma l’attacco riaccende i timori di un possibile allargamento del conflitto anche al fronte nord, dove Hezbollah resta in stato di allerta.
Le Nazioni Unite hanno tentato un intervento diplomatico, ma gli Stati Uniti hanno posto il veto a una risoluzione del Consiglio di Sicurezza che chiedeva un cessate il fuoco immediato e duraturo nella Striscia di Gaza e il rilascio degli ostaggi. Il testo, approvato dagli altri 14 membri del Consiglio, denunciava la situazione umanitaria come “catastrofica” e invitava Israele a consentire l’arrivo degli aiuti. Washington ha giustificato il veto affermando che la risoluzione non condannava Hamas con sufficiente chiarezza. Una posizione che ha suscitato nuove critiche da parte della comunità internazionale, che teme un ulteriore aggravamento del conflitto. In risposta all’intensificarsi delle operazioni israeliane, le Brigate al-Qassam, braccio armato di Hamas, hanno minacciato ritorsioni dirette. “Con l’espansione dell’operazione a Gaza City, il nemico non otterrà più nessun ostaggio, né vivo né morto”, si legge in una nota diffusa ai media. Il messaggio è chiaro: gli ostaggi israeliani detenuti a Gaza sono dispersi nei quartieri cittadini, e Hamas afferma che non avrà riguardo per la loro vita, accusando Netanyahu di volerli “uccidere deliberatamente”. “Israele ha intrapreso una guerra di logoramento – prosegue la dichiarazione – che gli costerà un alto prezzo in vite e prigionieri.”
Il conflitto tra Israele e Hamas sembra ormai aver superato ogni possibilità di contenimento locale.
(Vsn/Adnkronos)
