Divisioni Ue su missione di pace in Ucraina, Meloni dubbiosa
Divisioni Ue – Un incontro informale tra i leader dell’Unione Europea a Parigi ha confermato il sostegno all’Ucraina, senza tuttavia trovare un accordo sulla possibilità di inviare una missione di pace nel Paese. La proposta ha diviso gli Stati membri, con alcuni aperti all’idea e altri fortemente contrari.
L’Italia, rappresentata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha espresso dubbi sulla formula del vertice, ritenendo che l’assenza di alcune nazioni più esposte al conflitto sia un limite. Per Meloni, è prioritario garantire la sicurezza dell’Ucraina, poiché senza solide garanzie ogni trattativa rischia di fallire. La premier ha inoltre definito complessa e poco efficace l’ipotesi dell’invio di soldati europei nel territorio ucraino.
Il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer si sono detti pronti a valutare l’impiego di truppe di pace, ma a condizione che gli Stati Uniti garantiscano un adeguato sostegno. Starmer ha sottolineato che la sicurezza dell’Europa dipende dalla cooperazione con Washington e che è necessario assumersi responsabilità per il continente.
Dalla Germania, il cancelliere Olaf Scholz ha bocciato qualsiasi discussione sull’invio di forze di pace, giudicandola prematura e inopportuna. Scholz ha ribadito che l’Ucraina non deve subire una pace imposta e ha sottolineato l’importanza di un’unità d’azione tra Nato ed Europa.
Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha avvertito che qualsiasi negoziato non deve ripetere gli errori del passato, consentendo a Mosca di annettere nuovi territori. Per Donald Tusk, premier polacco, l’ipotesi di una missione di pace con soldati polacchi non è percorribile, ma Varsavia continuerà a offrire supporto logistico e politico.
La discussione è stata innescata anche dalle recenti pressioni degli Stati Uniti, che hanno chiesto agli alleati europei di valutare l’invio di truppe di pace. Il vertice di Parigi, presieduto da Macron, ha visto la partecipazione della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, del presidente del Consiglio europeo António Costa e del segretario generale della Nato, Mark Rutte.
Il dibattito si inserisce in un contesto di incertezza legato alla volontà dell’ex presidente americano Donald Trump di accelerare i negoziati con la Russia. La Casa Bianca ha infatti avviato consultazioni con gli alleati, suscitando preoccupazioni per possibili concessioni a Mosca. L’inviato speciale statunitense Keith Kellogg ha garantito che l’Europa sarà consultata, ma ha anche precisato che la decisione finale spetterà a Washington e Mosca.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che nessun accordo potrà essere accettato senza il coinvolgimento diretto di Kiev. La Russia, tramite il ministro degli Esteri Sergej Lavrov, ha ribadito la volontà di escludere gli europei dal tavolo delle trattative.
Il vertice si è chiuso senza un annuncio definitivo sull’invio di truppe, ma con l’impegno a rafforzare il supporto all’Ucraina e a mantenere un coordinamento tra i partner occidentali per affrontare le future sfide del conflitto.
