Crisi politica in Francia: Barnier dimissionario, Macron al lavoro per un nuovo governo

Crisi politica in Francia: Barnier dimissionario, Macron al lavoro per un nuovo governo

Parigi, 5 dicembre 2024 – Il governo guidato da Michel Barnier ha ufficialmente rassegnato le dimissioni questa mattina, segnando l’inizio di una nuova fase di instabilità politica per la Francia. Il presidente Emmanuel Macron, rientrato ieri dall’Arabia Saudita, ha accettato le dimissioni e incaricato Barnier di gestire gli affari correnti fino alla nomina di un successore.

L’annuncio è stato diffuso attraverso un comunicato ufficiale dell’Eliseo, che ha precisato che il presidente si rivolgerà alla nazione stasera alle 20. Tuttavia, secondo fonti vicine al governo, Macron non annuncerà immediatamente il nome del prossimo primo ministro, aprendo la strada a ulteriori consultazioni.


Le tappe della crisi

Il governo di Michel Barnier, insediatosi appena tre mesi fa, è stato sfiduciato ieri dall’Assemblée Nationale. La mozione di censura, promossa dalla coalizione di sinistra Nouveau Front Populaire e sostenuta anche dall’estrema destra del Rassemblement National (RN), ha ottenuto 331 voti, ben oltre i 289 richiesti.

Questa è la seconda volta nella storia della Quinta Repubblica francese che un governo viene rovesciato in Parlamento, un evento analogo si verificò nel 1962 con Georges Pompidou. L’ormai ex premier Barnier aveva difeso il suo operato fino all’ultimo, ma il bilancio 2025, al centro del dibattito, è stato il punto critico che ha sancito la rottura.

Secondo quanto riferito da Marine Le Pen, leader del RN, la caduta del governo rappresenta “la fine di un esecutivo effimero”. In un intervento televisivo, Le Pen ha dichiarato di essere pronta a collaborare con il futuro premier per una manovra finanziaria che sia “accettabile per tutti”.

Anche Jean-Luc Mélenchon, leader de La France Insoumise, ha commentato duramente la situazione: “Con un Barnier ogni tre mesi, Macron non durerà tre anni”.


Implicazioni economiche

L’instabilità politica rischia di avere pesanti ripercussioni sull’economia francese. Secondo un report di Moody’s, la fine del governo Barnier riduce le probabilità di un consolidamento delle finanze pubbliche, configurandosi come un “evento negativo per il credito”. S&P Global Ratings prevede che il deficit di bilancio della Francia supererà il 6% del PIL nel 2024, con il rischio che cresca ulteriormente al 7% nel 2025 senza interventi drastici.

La mancata approvazione del bilancio potrebbe inoltre generare “turbolenze sui mercati finanziari” e un aumento dei tassi d’interesse, aggravando il già elevato debito pubblico francese.


Consultazioni in corso

Il presidente Macron ha già avviato le consultazioni per la formazione del nuovo governo. Fonti vicine all’Eliseo riportano che il capo dello Stato ha incontrato oggi sia la presidente dell’Assemblée Nationale, Yaël Braun-Pivet, sia il presidente del Senato, Gérard Larcher.

Tra i criteri prioritari, la necessità di garantire una guida stabile per la visita del presidente statunitense Donald Trump, prevista per il weekend, in occasione della riapertura della Cattedrale di Notre-Dame. Secondo collaboratori vicini al presidente, Macron considera questa visita una questione di credibilità per la Francia.


Scioperi e proteste

In concomitanza con la crisi politica, la Francia è attraversata da un’ondata di scioperi e manifestazioni, simbolo del crescente malcontento sociale. Diverse sigle sindacali, tra cui Fsu-Snuipp, hanno organizzato una giornata di protesta, con un’adesione stimata al 65% tra gli insegnanti delle scuole primarie.

A Parigi, un corteo partirà dal ministero dell’Economia e raggiungerà Place d’Italie nel pomeriggio. Complessivamente, si prevedono circa cinquanta manifestazioni in tutto il Paese.

Prospettive future

La formazione di un nuovo governo appare complicata, considerando la frammentazione del Parlamento, diviso in tre blocchi contrapposti: sinistre, centristi e destre radicali. La Costituzione francese vieta lo scioglimento dell’Assemblea prima di dodici mesi dall’ultima elezione, avvenuta lo scorso luglio, aumentando il rischio di un lungo periodo di instabilità politica.

La prossima mossa spetta al presidente Macron, che, nonostante le crescenti pressioni, ha escluso dimissioni personali. Nel discorso di stasera, il capo dello Stato potrebbe delineare una strategia per superare l’impasse, ma resta incerta la durata della crisi.

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