Confiscati 4,8 milioni di euro[VIDEO], smantellata rete mafiosa

Operazione Dia Catanzaro, condanne definitive per sei imputati

La Direzione Investigativa Antimafia (Dia) di Catanzaro ha recentemente sequestrato beni per un valore complessivo di 4,8 milioni di euro, a seguito delle condanne definitive emesse dalla Corte d’Appello di Catanzaro nel febbraio 2025. La confisca è stata disposta a carico di sei soggetti coinvolti nell’operazione “Profilo Basso”, portata a termine nel gennaio 2021 dalla Dia catanzarese, con l’intento di smantellare un importante circuito di evasione fiscale gestito dalla mafia.

I beni sequestrati, che comprendono immobili, beni mobili, rapporti bancari e disponibilità finanziarie, sono stati confiscati in base alle accuse di associazione a delinquere, emissione di fatture per operazioni inesistenti, trasferimento fraudolento di valori e autoriciclaggio aggravato dall’agevolazione mafiosa. I condannati sono accusati di aver messo in atto una serie di operazioni illecite per favorire le cosche mafiose della ‘ndrangheta operanti nelle zone di San Leonardo di Cutro e Roccabernarda, nella provincia di Crotone.

Il processo ha confermato le ipotesi dell’accusa, che attribuiscono ai sei condannati il ruolo di facilitatori per le cosche mafiose locali, contribuendo a creare un vero e proprio network di imprese fantasma, conosciute anche come cartiere, attraverso il quale venivano emesse fatture per operazioni inesistenti. Queste operazioni permettevano alle aziende coinvolte di evadere le imposte sui redditi e l’IVA, e di ottenere indebiti rimborsi dall’Erario per crediti fiscali falsi.

Le indagini, che si sono estese nel tempo e hanno coinvolto numerosi soggetti, hanno rivelato l’esistenza di un sistema ben strutturato che vedeva il coinvolgimento di numerose imprese, alcune delle quali colluse con le cosche, che ricevevano le fatture false per abbattere i costi e abbassare il carico fiscale. Questo sistema ha portato a un’ingente evasione fiscale, con danni economici significativi per le casse dello Stato.

Le condanne definitive dei sei imputati segnano un passo fondamentale per la giustizia, poiché il processo ha dato evidenza della determinante ingerenza della mafia nel settore economico e fiscale, un fenomeno che spesso sfugge ai controlli e alle indagini ordinarie. Le cosche mafiose hanno sfruttato il sistema per arricchirsi illecitamente, a danno delle istituzioni e dei cittadini onesti.

A seguito della confisca, le autorità hanno potuto restituire alla collettività i beni acquisiti illegalmente, contribuendo a indebolire ulteriormente la rete mafiosa. Questa operazione è solo una delle molte che stanno portando alla luce le infiltrazioni della ‘ndrangheta nelle attività economiche legali, dimostrando come il crimine organizzato riesca a infiltrarsi anche nei meccanismi fiscali più complessi.

La Dia ha annunciato che continuerà a monitorare e perseguire tutte le forme di crimine economico e fiscale legate alle organizzazioni mafiose, con l’obiettivo di proteggere le risorse statali e garantire un ambiente di lavoro più sicuro e trasparente per tutti i cittadini.

In un contesto dove le organizzazioni mafiose continuano a cercare modi per infiltrarsi nell’economia legale, l’operazione “Profilo Basso” rappresenta una vittoria importante per la giustizia e per la lotta contro la criminalità organizzata.

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